Il Gup del Tribunale di Trani, Grazia Caserta, ha rinviato al prossimo 24 gennaio 2017 l'udienza preliminare per la valutazione delle posizioni dei quattro indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione della darsena comunale.
Per loro il sostituto procuratore della Repubblica, Silvia Curione, titolare del fascicolo, ha chiesto il rinvio a giudizio per presunti illeciti nell'affidamento di appalti tra il 2009 e 2013.
La richiesta riguarda l'ex comandante della Polizia locale, Antonio Modugno, difeso da Vincenzo Desiderio, il responsabile dell'Ufficio appalti comunale, Edoardo Savoiardo, difeso da Claudio Papagno, l’ex segretario comunale, Pasquale Mazzone, difeso da Maria Rosaria Di Cosmo, ed il direttore di banchina dell'Ufficio darsena, Attilio Cervone, difeso da Benedetto Ronchi.
L’ipotesi è concorso in abuso d'ufficio, non avendo gli indagati individuato a vario titolo, nella procedura aperta, il criterio fisiologico per la scelta del contraente della pubblica amministrazione nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture previste, nella fattispecie, presso la darsena comunale.
Al contrario, avrebbero proceduto ad affidamenti diretti nell’assenza dei caratteri di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili, come disposto dalla legge. Inoltre, si ipotizza l'affidamento dell'incarico di collaudo e verifica di conformità a dipendenti sprovvisti dell’elevata e specifica qualificazione in riferimento all'oggetto del contratto, complessità ed importo delle prestazioni.
In questo modo, si sarebbero adottate determinazioni a contrarre in favore di una sola ditta, peraltro non sottoposta ad indagini, che ha realizzato lavori di manutenzione di impianti e servizi delle strutture portuali «in assenza dei presupposti di estrema urgenza, demandando al direttore di banchina, sprovvisto delle qualifiche necessarie - secondo l'accusa -, la verifica di regolarità dell’esecuzione dei lavori, in tal modo procurando alla società un ingiusto vantaggio patrimoniale, pari a 377mila euro, corrispettivo per la prestazione dei lavori in oggetto».
Alla base della richiesta di rinvio dell'udienza, chiesta ed ottenuta da uno dei legali degli indagati e condivisa dai colleghi, la necessità di acquisire ulteriore documentazione utile alla difesa.
Lo slittamento della data, peraltro, interrompe anche i termini di prescrizione.

