Come detto in altro articolo, tutti desiderano l'allargamento della strettoia di via Pozzo piano, ma si potrà realizzarlo solo attraverso una procedura di esproprio sull'area dell'ex opificio.
Alcuni anni fa, come è noto, il consiglio comunale aveva approvato un piano urbanistico esecutivo che prevedeva la cessione gratuita di quella porzione del terreno in cambio dell'elevazione, fino ad undici piani, del fabbricato previsto.
Ma l'idea della torre sarebbe naufragata di fronte ad un'inchiesta penale il cui esito, peraltro, ha visto il proscioglimento dei primi indagati e l'assoluzione dell'ex dirigente dell'Ufficio tecnico, Giuseppe Affatato, all'esito del processo, dall'accusa di abuso d'ufficio.
Quel tipo di impostazione urbanistica, però, adesso diventa pressoché impossibile da applicare e, pertanto, l'allargamento della strada resta una soluzione tutta da definire, sebbene l'assessore ai lavori pubblici, Giovanni Capone, abbia confermato la massima volontà dell'amministrazione comunale a procedere in tal senso.
Ed anche domenica scorsa, nel corso della trasmissione “Appuntamento con Trani”, il sindaco Amedeo Bottaro aveva detto ed ammonito: «Se cade un pezzettino di muro o, peggio, se qualcuno buttasse giù una “copertina di marmo” o abbattesse un albero, noi non potremmo più allargare la strettoia. Demolire un muro si può solo facendo un esproprio, presentando l’opera nel piano triennale delle opere pubbliche, prevedendo nel bilancio le opere per espropriare e le opere per allargare. Se lo dico è perché lo stiamo già facendo, ma i tempi non saranno brevi».



