A margine della cerimonia di commemorazione dei defunti, tenutasi stamani presso il civico cimitero, il sindaco, Amedeo Bottaro, ha incontrato la vedova del commissario Alfredo Albanese, Teresa Friggione, rendendo omaggio alla tomba del funzionario di polizia tranese che fu assassinato a soli 33 anni dalle Brigate Rosse.
Era presente anche il figlio, Alfredo junior.
Alfredo Albanese nacque a Trani il 9 gennaio 1947. Qui frequentò gli studi liceali classici. Laureatosi in Giurisprudenza all’Università di Bari, dapprima superò un concorso nazionale per segretari comunali, con destinazione Candia Canadese, in provincia di Torino, poi, nel 1975, vinse un concorso nella Pubblica sicurezza. Non ebbe alcuna esitazione a cambiare lavoro per realizzare il desiderio che sin da giovane aveva coltivato: impegnarsi nella difesa delle Istituzioni, a garanzia dei diritti e della libertà di tutti.
Prestò servizio presso la Questura di Venezia, prima come funzionario del Terzo distretto di polizia, poi come vice dirigente della Digos e capo della Sezione antiterrorismo: in tale veste si impegnò attivamente per combattere le forze eversive, in stretta collaborazione anche con il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. In soli cinque anni di Polizia bruciò le tappe, raggiungendo importanti traguardi personali.
Il suo impegno e dedizione furono vigliaccamente stroncati a soli 33 anni da un commando di terroristi delle Brigate rosse, che lo attesero sotto casa, a Mestre, mentre si stava recando al lavoro, la mattina del 12 maggio 1980. Non poté mai conoscere suo figlio, che nacque cinque mesi dopo e porta il suo stesso nome.
L’anno successivo il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini, consegnò alla vedova Teresa Friggione la medaglia d’oro al Valore civile.
Trani gli tributò solenni funerali il 16 maggio 1980, nella Chiesa di S. Giuseppe, come aveva espressamente desiderato sua moglie perché lì si erano sposati il 14 agosto 1975.
Il 31 maggio 1982 l’amministrazione comunale di Trani fece scoprire la tomba monumentale eretta in suo onore nel cimitero di Trani, e gli intitolata la piazza in zona Pozzo piano. In quello stesso sito, nel 2000, fu collocato un significativo monumento in suo ricordo, la Meridiana, alla presenza della moglie e del figlio.
Nel Liceo classico di Trani fu istituita una borsa di studio in suo ricordo, mentre nel Veneto gli furono intitolate caserme di Polizia, strade e viali.

