Iaia Calvio, ex sindaco di Orta Nova, salì su un palco della piazza della città raccontando a tutti i cittadini che i consiglieri della sua maggioranza la ricattavano al fine di ottenere favori a vario titolo. L’allora candidato sindaco Amedeo Bottaro la invitò a Trani, e disse: «Qualora dovessi trovarmi nelle sue stesse condizioni, non esiterei a fare lo stesso».
In occasione della conferenza stampa di ieri, abbiamo chiesto al sindaco se, adesso che la sua giunta si è smembrata prima e ricomposta poi, egli si senta come quel sindaco, oppure no, e se cioè queste nuove scelte siano state “imposte” dalla sua maggioranza o se invece siano libere: «Sottoscrivo quelle parole e ribadisco che ogni scelta non viene imposta da nessuno ma è mia. L’ho dimostrato dal primo giorno del mio insediamento: ho fatto una giunta senza alcuna imposizione».
Gli abbiamo fatto notare come, però, nel frattempo, quella giunta sia cambiata. Il sindaco ci ha risposto: «In due casi, cioè di De Biase e Tempesta, per problemi che hanno riguardato il rapporto tra me e gli assessori: si sono dimessi perché era venuto meno il rapporto fiduciario. Li ho sostituititi in quanto entrambi dimissionari, quindi nessuna frizione o pressione di natura politica. Chi dice il contrario sa di dire il falso».
Gli abbiamo anche chiesto se questo possa aver creato discontinuità nella sua amministrazione: «Dopo aver cambiato quei due assessorati non c’è stato alcun cambiamento. La nuova nomina serve a me ad amministrare meglio, non a non dare la continuità che io adesso ho. Non ho nessuna intenzione di cambiare la giunta, salvo non accada qualcosa che non dipende da me.
Nella costruzione della sua prima giunta “tecnica”, quella «delle competenze», non c’era stato alcun confronto con la sua maggioranza: «Era stata fatta in maniera “anomala”, ma era un momento di frizione con la mia maggioranza anche perché ci eravamo appena insediati, ho pagato lo scotto dell’inesperienza – ha dichiarato il primo cittadino - . Oggi ogni scelta è fatta da me in piena autonomia ma con il confronto delle forze politiche, come accade in tutte le parti d’Italia».
Questi nove nomi dovrebbero essere definitivi, come definitiva è la scelta di non nominare alcun vicesindaco: «Non ho un vicensindaco, perché così come è stata pensata in passato questa figura non è una figura che faceva parte del mio volere politico. I miei vicesindaco sono tutti i miei assessori, che si alternano in base alle diverse competenze che servono. Questo dimostra il contrario rispetto a quello che si alludeva con quella domanda (riferendosi alla nostra domanda succitata, ndr): il vicesindaco ha una funzione politica, perché di solito si sceglie per accontentare i partiti. Io scelgo quello che è meglio per la mia città e faccio cose più concrete cioè amministrare la città».
Federica G. Porcelli

