Fine della storia: Rianimazione chiude e se ne va a Bisceglie. Nessuna sorpresa, né scandalo: era noto e scritto da tempo. La comunicazione ufficiale è arrivata in queste ore e dispone che a partire da oggi, giovedì 17 novembre, siano sospesi i ricoveri presso l'Unità operativa di terapia intensiva del plesso di Trani: motivo, il trasferimento del reparto al presidio ospedaliero di Bisceglie.
In ogni caso, l'Asl Bt garantisce «la presenza di una guardia attiva rianimatoria, 24 ore su 24 - si legge nel provvwedimento -, per assicurare tutti i percorsi diagnostici e terapeutici del paziente che necessitino di tale supporto».
Pertanto, i sei posti letto del reparto di Rianimazione resteranno disponibili per un servizio diverso dal solito.
Peraltro, l'oggetto della comunicazione parla di una «sospensione temporanea», ma nel provvedimento non viene indicato fino a quando e, dunque, il provvisorio appare più che mai definitivo.
Ne conseguirà una nuova organizzazione del 118, compatibilmente con le esigenze della rete territoriale dell'emergenza-urgenza e dei direttori medici dei presidi ospedalieri ed unità operative di rianimazione di Andria-Canosa e Barletta.
A quanto s'è appreso, l'attivazione definitiva del servizio a Bisceglie dovrebbe avvenire a partire dal 1mo dicembre.
L'uscita di scena del reparto di Rianimazione dal San Nicola Pellegrino era stata già scritta da tempo, e certificata, di fatto, nel protocollo d'intesa firmato la scorsa estate da Regione, Asl Bt e Comune di Trani.

