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Differenziata «sperimentale» a Trani, oggi il terzo compleanno: mai più estesa, né decollata. Pochi vantaggi, molti problemi

Mentre l'amministrazione comunale in carica cerca, con fatica, di programmare l'estensione del servizio a tutta la città, la raccolta differenziata «sperimentale» compie tre anni di vita.

Proprio il 18 novembre 2013 si attivò il servizio che, nelle intenzioni del governo del sindaco uscente, Luigi Riserbato, si sarebbe dovuto progressivamente estendere a tutta la città nel giro di un anno. Invece si partì da un piccolo quadrilatero centrale, per poi estendersi ad uno adiacente e fermarsi lì.

Ad usufruire del servizio sono circa duemila cittadini, troppo pochi rispetto ai 55mila dell'intero territorio comunale. Nessuno di loro ha tratto benefici concreti dalla raccolta differenziata in corso: non hanno pagato meno, né ottenuto agevolazioni sulla Tari.

C'è chi, pazientemente, separa i rifiuti e li conferisce secondo quanto prescritto, ma anche chi fa di tutta l'erba un fascio, perché per nulla motivato a separare le frazioni come richiesto.  

Fra i problemi maggiori che si riscontrano, il conferimento di rifiuti indifferenziati nei bidoncini, anche da parte di utenti esterni all'area interessata. Gli stessi cestini portarifiuti, che dovrebbero servire soltanto per conferire carte, pacchetti di sigarette e poco altro, spesso ospitano sacchetti interi di indifferenziata.  

Il sindaco, Amedeo Bottaro, lo scorso anno non esitò a dichiarare «fallimentare» quello che partì come un servizio sperimentale, ma che è tuttora in esercizio. Fra le maggiori delusioni, quelle relative al posizionamento dei bidoncini.

Si partì con la prescrizione di tenerli negli androni dei condomini, ma la maggior parte dei residenti avrebbero subito, e vivamente, protestato contro questa disposizione finendo per piazzare il tutto all'esterno dei portoni.

Sono pochissime le aree di raccolta in cui la differenziata si pratica ordinatamente: in via Nicola de Roggiero, per esempio, Amiu ha l'accesso ad un cortile condominiale che ospita  una serie di bidoncini al servizio di un nutrito numero di residenti della zona.

Infatti, lo spirito con cui si sta cercando di organizzare il nuovo servizio nel piano esecutivo redatto dal Conai, a seguito del protocollo d'intesa siglato oltre un anno fa dall'amministrazione in carica, è proprio quello di creare delle zone di raccolta che non interferiscano con le aree pubbliche vere e proprie.

Nel frattempo, però, la raccolta differenziata fa davvero fatica non soltanto a salire nelle percentuali in città (sempre oscillanti intorno al 20 per cento), ma anche nella qualità.

Basti pensare a quello che accade all'interno della galleria che collega via Aldo Moro con piazza della Repubblica: accanto ai bidoncini che, dovrebbero essere al servizio dei soli condomini di quel tunnel, spesso si​ trovano rifiuti​ indifferenziati provenienti dall'esterno.

E situazioni molto critiche si riscontrano ai margini delle aree interessate dalla raccolta differenziata: in via Umberto, angolo via Ciardi, e piazza Cittadella si formano, periodicamente, autentiche discariche a cielo aperto.


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