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«Nuova» raccolta differenziata, ad oltre un anno dagli annunci ancora nulla. Di Gregorio: «Solo adesso l'Aro ci sta approvando il piano, poi consiglio e partiamo»

«In un anno spariranno i bidoni dalla città». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, il 13 ottobre 2015, firmando il protocollo d'intesa fra Comune di Trani e Conai per un nuovo piano di smaltimento dei rifiuti che abbia come priorità la raccolta differenziata. Una stipula circondata da tanto entusiasmo ed ottimismo, ma che, a distanza di oltre un anno, ancora non si è tradotta in concreti passi avanti.

La raccolta differenziata resta appannaggio di un piccolo quartiere centrale della città, comprendente circa 2000 utenti rispetto agli oltre 55.000 abitanti di Trani e, nel frattempo, tanti problemi si sono dovuti affrontare e si stanno tuttora affrontando, soprattutto con riferimento alla ricapitalizzazione di Amiu.

L'operazione, per la verità, era già sicuramente nota un anno fa (anche se il primo provvedimento consiliare fu approvato a fine dicembre), ma è stata più complicata del previsto e sta tuttora presentando risvolti e conseguenze che, a quanto pare, stanno pesantemente condizionando la partenza del servizio.

Il vero problema è che, nel frattempo, le percentuali di raccolta differenziata in città restano pesantemente deficitarie, quasi sempre intorno al 20 per cento, che già è una soglia assolutamente insufficiente ad evitare l'imposizione dell'ecotassa, oltre che distante anni luce dagli oltre 70 punti percentuali portati a casa dai confinanti capoluoghi di provincia Andria e Barletta.

Bottaro è ben conscio del fatto che i ritardi stiano andando oltre quelli cosiddetti fisiologici, ma già il mese scorso aveva chiarito che lo stallo si sarebbe presto sbloccato: «Amiu è ricapitalizzata a tutti gli effetti - aveva dichiarato -, quindi in questo momento è sana e con un bilancio attivo di tutto rispetto. Adesso dobbiamo completare l'operazione che porti alla scorporazione tra il ramo servizi e quello impianti e, soprattutto, cominciare a pensare agli investimenti che sono necessari per fare partire la raccolta differenziata porta a porta. Questo è lo stato dell'arte in questo momento, quindi una ristrutturazione anche aziendale dopo averla fatta dal punto di vista economico-finanziario. A quel punto l'azienda potrà fare gli investimenti necessari, finora impossibili non essendo stato completato il percorso di ricapitalizzazione».

«Il Comitato tecnico dell'Ambito regionale ottimale sta valutando il progetto esecutivo della raccolta differenziata sul territorio comunale di Trani, e siamo vicini ad ottenere finalmente il nulla osta».

A dichiararlo è l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, che fa sapere anche che l'organismo deputato alla valutazione del progetto ha già tenuto due riunioni e si prepara a chiudere il procedimento con la terza.

Peraltro, il piano deve essere necessariamente approvato dall'autorità dell'Ambito di raccolta ottimale, per essere conforme a quelli della raccolta differenziata praticata nei comuni di Barletta e Bisceglie, che formano con Trani l'area d'ambito. 

«Nel momento in cui avremo il semaforo verde - anticipa l'assessore -, abbiamo già pronta la delibera da portare in consiglio comunale, per l'approvazione del piano esecutivo da parte dell'assemblea elettiva. In questo modo, potremo finalmente partire con il nuovo servizio di raccolta differenziata nei primi mesi del 2017».

Nel frattempo, il Comune avvierebbe la campagna di comunicazione, finanziata al 50 per dal Conai, redattore dello stesso piano, secondo il protocollo d'intesa siglato ad ottobre dello scorso anno.

Il periodo che trascorrerà tra l'approvazione in consiglio comunale e l'attivazione del servizio, esteso a tutta la città, servirà anche ad Amiu per dotarsi dei mezzi che serviranno a coprire l'intero territorio con la «nuova» raccolta differenziata: ci saranno sette nuovi automezzi, già di fatto acquistati dal Comune grazie al recupero di un finanziamento di 250.000 euro da parte della Regione Puglia, ma ci saranno altri veicoli e strumenti per la corretta erogazione del servizio.

Amiu ha anche chiesto all'amministrazione comunale di siglare un contratto di servizio pluriennale, di almeno sette anni.


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