Un altro anno è cominciato. Tuttavia, non si sono ancora esauriti alcuni degli interrogativi che hanno caratterizzato quello appena volto al termine. Per esempio, non pochi, forse, si chiederanno: "Ma che fine ha fatto il restauro della statua di Giovanni Bovio?".
In effetti, il 2016 sarebbe dovuto essere l'anno del tanto agognato restauro della statua bronzea sita in piazza della Repubblica eretta nel 1915 in onore del celebre concittadino. Il monumento, in centoanni di vita, non è stato mai oggetto di interventi di restauro; così, tale esigenza si avvertiva ormai da più parti.
Ma ricapitoliamo. A marzo dello scorso anno l'amministrazione comunale, constatando l'avanzato stato di degrado della succitata opera ed in previsione della prima edizione del "Premio nazionale Giovanni Bovio" (celebratosi lo scorso maggio, a cura dell'associazione culturale Arsensum e dello scrittore Domenico Valente), intende dare «un segno visibile della gran considerazione in cui sono tenuti la figura e gli insegnamenti di Bovio, attraverso il ripristino e conservazione del monumento a lui dedicato».
Perciò, la giunta, con un atto di indirizzo, dà mandato al dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna, di adottare i provvedimenti del caso.
A maggio il dirigente della Prima area, Caterina Navach, avvia un’indagine conoscitiva di mercato ai fini dell'individuazione di soggetti idonei all’esecuzione di interventi di ripristino e conservazione del monumento marmoreo e bronzeo. Il termine per le ditte partecipanti era fissato alle ore 12.00 dell'8 giugno.
Ad agosto, infine, è data notizia che le ditte invitate alla procedura negoziata sono state diciotto, ma ne sono state ammesse sedici.
Tuttavia, da allora sulla questione è calato il silenzio: il 2016 è passato, il "premio nazionale" pure, ma del restauro neanche l'ombra.
Il ritardo potrebbe essere attribuibile al fatto che, nel frattempo, sono state emanate altre gare di maggiore priorità. Infatti, per la procedura negoziata sul restauro della statua, non è stata nemmeno nominata la commissione di gara. A questo punto, appare più probabile che si possa tornare ad occuparsi della questione restauro a partire da febbraio.
Un restauro che, detto per inciso, dovrebbe prevedere anche la futura salvaguardia del monumento, oggetto di divertimento per i bambini (che ci salgono sopra con grande rischio), di bivacco per gli adulti e di bagno pubblico per gli animali: una cancellata più alta e più resistente, forse, sarebbe la soluzione ideale.
Intanto, però, Giovanni Bovio resta là, immobile, e continua ad attendere, impassibile, un restauro che tarda ad arrivare.
Stefano Mastromauro

