L'avvento del neo segretario provinciale Marco Lacarra, che in realtà è il regionale del Partito democratico e reggerà il Pd della Bat fino al prossimo congresso, verosimilmente verso fine anno, ha scosso un partito finora abbastanza sonnecchiante. Fra coloro che hanno maggiormente sollevato il problema della presunta, sostanziale inoperosità di quest'organismo politico, anche il presidente del consiglio comunale di Trani, Fabrizio Ferrante. Il suo intervento durante l'assemblea provinciale, tenutasi sabato scorso presso la sala di cominità San Luigi, e che ha determinato l'elezione di Lacarra, non è certo passato inosservato.
«In teoria vi sarebbe incompatibilità fra la carica di segretario regionale e provinciale - dice Ferrante -, ma nessuno ha eccepito nulla e tanto basta per dare il benvenuto a Marco Lacarra. Di certo, il Partito democratico della provincia di Barletta-Andria-Trani avrebbe dovuto occuparsi prima della successione di Agostino Cafagna, che pure si era dimesso nella primavera del 2016, esprimendo un segretario del territorio. Nel mio intervento in assemblea ho rimarcato, soprattutto, il fatto soprattutto che, nella recente campagna referendaria, il Pd provinciale non si è pressoché visto e le iniziative sono state affidate ai singoli. Certo, il risultato non sarebbe cambiato, ma il Pd della Bat ha bisogno di una scossa e mi auguro che il segretario Lacarra sia davvero la persona giusta per traghettarlo fino al congresso».
La sensazione, tuttavia, è che intanto il Pd abbia un po' perso il contatto con la realtà, e forse non è un caso che affiorino segnali non positivi sulla campagna tesseramenti. «Le tessere oggi, non possono più considerarsi come un tempo - risponde Ferrante -, perché la politica è cambiata, si fa soprattutto sul web ed è oggettivo che il numero dei tesseramenti diminuisca un po' in tutti i partiti, anche se servono a sostenerli. Di certo, si è un po' perso il contatto con la realtà e, probabilmente, paghiamo il fatto che vi sia un Pd di Roma ed uno del territorio. Peraltro - sottolinea Ferrante -, il problema maggiore è che il Pd della Bat, finora, si è troppo concentrato sui fatti di Barletta, dimenticando le altre realtà del territorio. Mi piacerebbe, per esempio che il partito sia vicino a città come San Ferdinando e Canosa, in cui si andrà presto alle elezioni e serve una guida di centro-sinistra. Barletta è certamente una città influente sul territorio, ma non è l'unica».
Ferrante, infine esclude di essere un aspirante alla prossima carica di segretario provinciale: «Già mi era stato chiesto in passato ed avevo declinato - fa sapere -. Non potrò occuparmene soprattutto perché, per il Pd, serve una persona che si dedichi a tempo pieno al partito. E spero che dalla Bat arrivi, soprattutto, una spinta forte per il congresso nazionale».


