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Passaggio a livello di Trani, sottovia sempre più complicato. Capone: «Costi doppi rispetto al previsto, ma non molliamo»

La realizzazione del sottopasso ferroviario di via De Robertis, al posto dell'ultimo passaggio a livello rimasto in città, diventa sempre più problematica. Lo ha fatto comprendere pubblicamente, in consiglio comunale, l'assessore ai lavori pubblici, Giovanni Capone, rispondendo ad una richiesta di chiarimenti da parte del consigliere comunale del Movimento 5 stelle, Luisa Di Lernia.

Secondo quanto lo stesso assessore ha riferito, «il mutuo contratto il 30 novembre 2013, dell'importo di un milione e mezzo di euro, per lo spostamento dei sottoservizi propedeutico all'opera, è assolutamente insufficiente a coprire le spese realmente necessarie per questa operazione, stimabili invece in 3 milioni. Inoltre, il Comune deve un milione a Rete ferroviaria italiana, per quello che poi sarà il successivo intervento di realizzazione del sottopasso, ma si può ben comprendere, che se non si è nelle condizioni oggettive di fare partire il primo cantiere, dedicato allo spostamento delle reti sotterranee per liberare la strada all'escavazione del tunnel, non potrebbe neanche partire il secondo».

Nel frattempo, dunque, il passaggio a livello continuerebbe a creare una semi frattura tra il centro della città ed il quartiere Stadio, ed è questo il problema che maggiormente preoccupa a lunga scadenza. Di Lernia, dal canto suo, lo è anche per il fatto che «la giunta, nelle ultime variazioni di bilancio, ha azzerato i contributi per la realizzazione del sottopasso ferroviario di via De Robertis previsti per gli anni 2017 e 2018, per complessivi 750mila euro, mentre il mutuo di un milione e mezzo continuiamo a pagarlo, finalizzato ad uno spostamento dei sottoservizi della cui partenza dei lavori neanche abbiamo visto l'ombra». Di Lernia fa riferimento, anche, ad una riunione di giunta del 25 novembre scorso: «Lei, assessore - ha detto in aula rivolgendosi a Capone - non c'era, e adesso il sindaco ed i suoi colleghi assessori ora la costringono a rivedere le sue promesse sul sottopasso: ma lei è d'accordo con quanto è stato deciso quel giorno?».

Capone ha replicato spiegando che «in realtà, sulla questione del sottopasso di via De Robertis stiamo lavorando oramai da mesi, e ci sono stati degli sviluppi che non avevamo previsto e che, comunque, sono stati già in una prima fase presentati all'interno della quarta commissione. In realtà - illustra l'assessore -, l'ultima soluzione che abbiamo ereditato, da un punto di vista tecnico ed economico, presenta notevoli problemi. In modo particolare, siamo frenati dall'aspetto economico, a causa di un quadro di spesa che va ben oltre il doppio del mutuo, anche questo ereditato. Noi paghiamo per qualcosa che qualcuno ha deciso, a suo tempo, di sottoscrivere non avendo chiara sino in fondo quale fosse la portata dell'impresa».

Pertanto, l'amministrazione comunale in carica, di fatto subentrata a quella che avrebbe intrapreso l'impresa secondo un quadro non congruo delle spese da sostenere, oggi sarebbe chiamata a risolvere un problema che, prima di tutto è economica: «Infatti - conferma Capone -, è una spesa che va ben oltre le possibilità del nostro bilancio e ha caratteristiche tali che, allo stato attuale, non ci permette di pensare a finanziamenti da altre fonti».  

Quali, allora le possibili soluzioni? «Dobbiamo fare quadrare il cerchio da un punto di vista prima economico, poi tecnico - risponde Capone -. Infatti, al centro proprio della nostra riflessione, pressoché quotidiana, il sottoscritto ed il sindaco, insieme con Rfi ed i tecnici incaricati, stiamo cercando soluzioni coerenti con questi problemi. Quindi, nessuna emarginazione in giunta, né dimenticanza del problema: al contrario, il sottopasso sarà un elemento centrale nella programmazione 2017».

Va da sé che, alla luce della ridotta disponibilità economica, l'opera da realizzare potrebbe a sua volta adeguarsi riducendosi nella portata, ma in ogni caso in misura necessaria e sufficiente a sopprimere il passaggio a livello e rendere più facile la vita del quartiere. Diventa probabile, pertanto, che l'opera sostitutiva sia esclusivamente pedonale, e non più carrabile come il progetto finora ha previsto. Non sarebbe da escludere che si arrivi anche all'unificazione dei due cantieri, per evitare pericolosi incroci di competenze e conseguenti, non augurabili, rallentamenti o interruzioni dei lavori.


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