Nel corso dell’incontro che si è tenuto tra i vertici dell’Amet, il presidente Antonio Mazzilli, l’amministratore delegato Marcello Danisi e la consigliera Angela Ventura, l’assessore alle finanze Luca Lignola e i rappresentanti e gli attivisti del Movimento 5 stelle di Trani sono stati toccati diversi argomenti.
Questa un’altra parte della nota a firma delle due consigliere comunali del Movimento, Antonella Papagni e Luisa Di Lernia. «Sui parcometri nulla di nuovo, anzi qualche conferma dell’atteggiamento ostativo dell’Amministrazione, in considerazione della volontà espressa dall’assessore Lignola di valutare proposte di terzi che potrebbero portare migliorie alla città in cambio della concessione del servizio di sosta a pagamento.Abbiamo ribadito la nostra assoluta contrarietà a ricorrere a soggetti privati, anche in considerazione della possibilità di utilizzare i proventi degli incassi con il sistema automatizzato (che sarebbero molto più alti degli attuali, come ha confermato il Danisi) per migliorare i mezzi e gli strumenti a supporto del trasporto pubblico.
I vertici Amet hanno comunque ammesso che questo immobilismo è riconducibile esclusivamente alla volontà del sindaco di attendere sia le risultanze del Piano industriale (e sarà curioso capire come possa essere giustificata da Ernst & Young l’eventualità di una cessione a favore di privati), sia il Piano della sosta che, lo spieghiamo a beneficio di maggiore comprensione dei cittadini, è un piano particolareggiato derivante dal Piano generale del traffico urbano (che non ci risulta sia stato neanche commissionato).Aspettiamo quest’ultimo per sperare nel primo o ci diamo da fare?Ci è stato anticipato che sarà pubblicata una manifestazione di interesse per la fornitura di un applicazione per smartphone per il pagamento della sosta, che rimarrebbe monca se non integrato ad una rete di parcometri.
Insomma, si prende tempo e a nostro avviso si vuole prendere i tranesi per sfinimento, fino a convincerli che disfarcene sarà un vantaggio.
Ma non lo è, sia chiaro.Sul tema trasporti abbiamo sollecitato a partecipare al bando regionale di prossima pubblicazione che assegnerà risorse economiche per il riammodernamento del parco mezzi; Danisi ha azzardato una previsione di finanziamento pari a circa 200.000 euro che sarà sufficiente all’acquisto di due mezzi tradizionali.In tal senso abbiamo incoraggiato ad intraprendere un percorso, certamente più lento ma di sicuro effetto positivo, che favorisca mezzi più piccoli ed elettrici che permettano una distribuzione più capillare e ad impatto zero.Abbiamo sollecitato lo studio di una procedura aperta per la concessione di spazi pubblicitari sui mezzi pubblici, una fonte di guadagno per la città che ad oggi inspiegabilmente non è stata sfruttata e per la quale, riconoscendone l’utilità, si è assunto l’impegno l’assessore Lignola.
Ma tutte queste intenzioni, che abbiamo constatato essere condivise a parole, sono state inspiegabilmente poste ad oggetto di valutazione esclusivamente da un soggetto terzo nel Piano industriale.Febbraio dunque potrà essere il mese cruciale per le sorti future della nostra partecipata, e pertanto invitiamo l’Amministrazione a fornire dati e documenti con adeguato anticipo al fine di mettere i consiglieri nella migliore condizione per esprimere il proprio voto.
Al contrario insomma di quanto avvenne con il Piano di razionalizzazione delle partecipate che la giunta decise di approvare nel pomeriggio del 31 dicembre 2015 e che mai portò in consiglio comunale per un confronto, dato il peso delle arbitrarie valutazioni negative che faceva calare su darsena, parcheggi e trasporti.
In ultimo abbiamo suggerito ai vertici Amet di provvedere in autonomia e con cadenza trimestrale alla convocazione di una conferenza stampa aperta ai cittadini per comunicare l’andamento aziendale, i risultati raggiunti e le eventuali difficoltà.A beneficio di tutti, anche di chi è responsabile di scelte che coinvolgono la collettività».


