È iniziato alle 10.45 circa il consiglio comunale, tenutosi oggi in seconda convocazione.
L’assessore Lignola ha relazionato sulle modifiche sullo Schema di regolamento sulle modalità di esercizio del “controllo analogo” sulle società partecipate in house del Comune di Trani.
Questi gli interventi sul punto all’ordine del giorno.
Cinquepalmi: «Il sistema di controllo lo deve effettuare il consiglio comunale, come ho già detto l’altra volta. Ci sono inoltre ancora alcune inesattezze all’articolo 11. Chiedo al presidente del consiglio di rivedere il provvedimento e ritirarlo».
Ventura: «Il controllo analogo serve a norma di legge, non vedo confusione nei controlli. Noi oggi approveremo questo regolamento, restando aperti a vagliare eventuali proposte che potrebbero modificarlo anche in seguito».
Corrado: «Come al solito, gli assessori sono assenti. Questo regolamento fa acqua da tutte le parti. Non contesto la bontà del provvedimento, ma dico che state commettendo un errore». Corrado chiede di aggiornare il punto per la prossima settimana.
Tomasicchio: «Un organo amministrativo non può modificare le leggi del codice civile. Ripeto che non è possibile immaginare il controllo della giunta, perché induce a pensare che si tratti di un tentativo di introdurre un controllo politico, sovietico, della maggioranza sulle spa, rispetto a quello istituzionale del consiglio comunale, democraticamente eletto dal popolo. Questo provvedimento è in contraddizione con lo Statuto».
F.Laurora: «Ribadisco l’importanza delle commissioni. Il consiglio comunale viene ingerito nel controllo, non è vero che lo si lascia solo alla giunta».
Florio: «Queste scelte varranno anche per il futuro, quindi chi verrà dopo di voi potrebbe usare questo Regolamento per fini clientelari. Vi invito a riflettere maggiormente su quello che andrete ad adottare».
Nessuna replica dell’amministrazione.
È stata fatta una votazione, che ha visto 17 voti favorevoli e 7 contrari, per l’intero provvedimento, però successivamente il consigliere Cinquepalmi ha ricordato di aver presentato, già dalla scorsa convocazione del consiglio comunale, un emendamento, che non era stato messo ai voti perché il presidente del consiglio, Ferrante, non aveva ricevuto alcuna carta. Per cui, la parola sarebbe andata al segretario generale. Così non è stato, perché è stata fatta una pausa.
Al secondo appello, alle 12.15, Ferrante dice che «ad una più attenta lettura del regolamento, la votazione è stata fatta, e anche l’immediata esecutività era stata messa in votazione. Non c’è stato alcun riferimento agli emendamenti». Il segretario generale conferma che il provvedimento è stato approvato. «La votazione è palesemente illegittima» ha detto Tomasicchio. Cinquepalmi contesta la regolarità della votazione.
Briguglio ha chiesto di riportare il Regolamento nella riunione dei capigruppo e quindi nuovamente in consiglio comunale.
Prende la parola Bottaro: «È evidente che, nel momento in cui il provvedimento è stato votato, c’è stata una dimenticanza da parte di Cinquepalmi e della presidenza del consiglio ma, siccome l’intero provvedimento è stato votato, è stata considerata una rinuncia a quell’emendamento. È impensabile chiedere una nuova votazione. Ma vi ricordo che ci sono le commissioni, quindi qualunque modifica può essere fatta in quelle sedi. Arriviamo in consiglio comunale come se in commissione non si faccia nulla. Stiamo discutendo da un’ora su un emendamento mai discusso in commissione». Tomasicchio dice di aver compreso che si stesse votando solo l’emendamento.
È stata messa ai voti la richiesta di mozione del consigliere Cinquepalmi, respinta con 17 contrari e 7 favorevoli.
Si è cominciato a discutere del nuovo punto all'ordine del giorno, la Rinegoziazione dei prestiti ordinari della Cassa depositi e prestiti S.p.A., ai sensi dell’art.1, comma 440, della legge 11 dicembre 2016, n.232.



