«Sono allarmi, di fatto, destituiti di fondamento se non fosse che, comunque, aiutano a blindare ancora di più a Trani un Tribunale che, ricordo a tutti, soltanto poche settimane fa era stato già blindato dall'attuale ministro di Giustizia».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, sulle scadenze relative al passaggio al Demanio di palazzo Carcano, che avrebbero improvvisamente complicato il percorso che Comune di Trani e Ministero della Giustizia avevano intrapreso per ancorare il Tribunale a Trani.
Lo scorso aprile, a Trani, Orlando aveva annunciato per giugno la firma di una convenzione con il Comune di Trani che garantisse il più corretto utilizzo possibile degli immobili e, di conseguenza, la permanenza della gloriosa istituzione giudiziaria all'interno della città.
Adesso, però, sembrava essere sopraggiunta l'urgenza di chiudere la partita di Palazzo Carcano entro maggio, come fatto notare prima dal movimento Trani a capo, poi dall'Ordine degli avvocati e, infine, dal senatore Luigi Perrone.
Quest'ultimo ha chiesto a sindaco e giunta di comunicare la posizione dell'amministrazione su questa vicenda, e Bottaro non s'è fatto pregare: «È evidente che c'è un problema legato all'edilizia giudiziaria - riconosce il sindaco -, e la conseguente necessità di ricercare nuovi spazi che, in questo momento, non sono a disposizione per l'edilizia giudiziaria. La preoccupazione manifestata da più parti, quindi, è legittima ma non può trasformarsi in allarme».
Paradossalmente, secondo la ricostruzione di Bottaro, tutto nascerebbe dalla stessa amministrazione comunale, «perché già da diversi mesi, con una delibera di giunta, abbiamo individuato l'intero palazzo Carcano come sede definitiva di uffici giudiziari, prevedendone una ristrutturazione integrale. È evidente che, a fronte di quella volontà politica, stiamo parlando con il Demanio per l'utilizzo, da parte loro, delle ingenti risorse (almeno 2 milioni e mezzo di euro, ndr) che servono per il completamento dell'immobile».
In buona sostanza, il Demanio ci mette i soldi e chiede al Comune la disponibilità della struttura anche in termini giuridici, vale a dire la proprietà. Il Comune in cambio, vuole il vincolo ad uffici giudiziari, altrimenti il bene tornerebbe in suo possesso. «La scadenza? Non ve ne sono di perentorie - dice Bottaro -, ma è certo che stiamo imprimendo un'accelerazione perché il Demanio possa, entro giugno, prevedere nella sua programmazione le risorse per Palazzo Carcano. Noi, di conseguenza, stiamo già impostando una delibera di consiglio comunale per formalizzare il passaggio del bene. Per noi cambierebbe ben poco, visto che l'immobile è già adibito a scopi giudiziari per il solo piano terreno, ma con questa operazione - conclude Bottaro - otterremmo un doppio risultato: il completamento di un edificio storico e di pregio, a costo zero per il Comune, ed il mantenimento pieno del Tribunale a Trani».




