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AGGIORNATO. Consiglio comunale di Trani, sì al consuntivo. Diffidati i Revisori dei conti

Si è tenuto alle 10 circa l’appello per la seconda convocazione del consiglio comunale odierno. La seduta non ha avuto inizio perché i presenti erano 13. Assenti: Florio, Papagni, C. Laurora, Tomasicchio, T. Laurora, Ventura, Nenna, Tolomeo, Loconte, Capone, Briguglio, Cirillo, Di Lernia, Lapi, Corrado, De Toma, Lima, Procacci, Cinquepalmi. Assente anche il sindaco.

All'esterno di palazzo Palmieri, i gruppi Ultras della Vigor Trani hanno affisso uno striscione: «Neanche quando una cosa vi viene regalata siete in grado di coglierla... Fate pena!».

Alle 10.30, con 26 presenti, ha inizio la seduta.  Inizia la discussione sul primo punto all’ordine del giorno, l’ “Esame ed approvazione Rendiconto per l’Esercizio 2016 e suoi allegati”.

Pregiudiziale di Procacci: «Non sono stato convocato alla riunione di commissione (terza, ndr) sul rendiconto del bilancio del 7 giugno. Ho ricevuto la convocazione il giorno successivo. Invierò una nota alla Prefettura. Chiedo che venga ritirato questo punto all’ordine del giorno. Il consiglio comunale è illegittimo». De Toma: «Annuncio voto favorevole alla pregiudiziale, e aggiungo che in passato è avvenuto sempre tutto nel rispetto dei consiglieri. In questa consiliatura c’è mancanza di democrazia, le convocazioni vengono fatte a sfregio della nostra persona». Avantario, presidente della terza commissione: «Mi paiono eccessive alcune dichiarazioni. Devo riconoscere che ho dimenticato di chiamare il consigliere Procacci. Mi è dispiaciuto. Il Segretario generale ci ha detto che quella riunione era legittima. Chiedo scusa, sarò più attento». Il segretario generale Casalino: «La convocazione è avvenuta contestualmente a tutti, non so se sia stato per un problema tecnico del computer del consigliere». La pregiudiziale è respinta con 8 voti favorevoli, un astenuto, 16 contrari.

Relaziona l’assessore al bilancio Lignola in merito al provvedimento: «L’avvento del nuovo dirigente ha cambiato completamente il metodo di contabilizzazione tra entrate e uscite e questo ha influito notevolmente sull’economia. Voglio evidenziare che questo problema è comune a molti Enti locali, perché la normativa ha previsto uno spostamento del patrimonio economico immobiliare.

I Revisori dicono che nelle società private è stata fatta una compensazione dei saldi, all’interno degli Enti pubblici questa compensazione può essere fatta solo dopo aver fatto le dovute regolarizzazioni contabili. Sulla delibera di bilancio, viene sollevato che mancano delle attestazioni ma i Revisori rilevano come l’andamento dei debiti fuori bilancio sia positivo.

I suggerimenti sono: un maggior coordinamento, che è la speranza di tutta l’amministrazione, ma i problemi con i dirigenti sono evidenti; la rimodulazione delle entrate, che è un nostro impegno; migliorare il controllo sulle partecipate, e abbiamo approvato il Regolamento del controllo analogo (preannuncio che i nuovi statuti saranno fatti in maniera analoga). Abbiamo una situazione sotto controllo».

Il dirigente alle finanze Pedone: «Rispetto al fondo di cassa iniziale del primo gennaio, siamo arrivati a un fondo cassa di più di 9milioni di euro. Il dato è positivo. La nostra liquidità libera è di circa 1.200.000 euro, questo dato viene confermato nei primi mesi di esercizio anche per l’anticipazione della scadenza della Tari, già messa in riscossione per l’80 per cento e che quindi ha già dato i primi risultati tanto che l’Ente fino a questo momento non è ricorso alla Tesoreria. Sulla gestione di competenza, c’è stato un peggioramento del risultato di amministrazione al netto dei vincoli: il risultato del 2015 era di 21milioni, nel 2016 di 17.900.000 euro. L’Ente dal punto di vista del risultato complessivo ha una parte accantonata di oltre 20milioni per far fronte a dei rischi che il nostro sistema contabile evidenzia. La nostra difficoltà è quella di recuperare crediti: al 2016 oltre 16milioni sono quelli non riscossi.

Un elemento sul quale stiamo lavorando è l’evasione: al 31 dicembre avevamo 100mila euro interamente incassati. Sul fronte di altre tipologie di entrate sensibili, segnatamente il permesso a costruire, questo mantiene un dato positivo. Aspetto dolente è l’entrata della darsena, dove l’accertato raggiunge appena 480mila euro. Sono aumentate le multe, siamo a 1.100.000 euro di accertato. Riusciamo a riscuotere in maniera congrua. L’Ente nel 2016 ha investito poco più di 600mila euro, questo è un dato su cui bisognerà lavorare. Questo viene mediato anche dall’applicazione dei nuovi regimi contabili. Elemento positivo è l’indebitamento complessivo, già oggetto qualche settimana fa di rinegoziazione, che si riduce a 14milioni del 2016 (dai 17milioni del 2015). L’Ente ha da restituire 14.200.000 euro, cifra oggetto di rinegoziazione. Dato negativo, i debiti fuori bilancio».

Intervento di Zitoli: «Voglio ricordare quanto accaduto nei giorni scorsi presso l’ufficio ragioneria. Per quanto riguarda il parere dei Revisori, non capisco come possa essere positivo con annotazioni. Un parere o è favorevole o non lo è, non può essere favorevole con riserve perché significa rimpallare delle responsabilità. Vorrei tornare alla polizza fideiussoria della Gable in favore della Gramc. Compare un valore pari a zero euro. Quindi le somme non sono state recuperate?».

Procacci: «Ci sono delle incongruenze in questo parere. Come mai non sono presenti i debiti delle partecipate nei confronti del Comune? I Revisori forse hanno avuto pochissimo tempo per valutare, perché ci sono diverse incongruenze».

Tomasicchio: «I Revisori devono stare qua, l’approvazione a condizione non esiste. O approvi, o non approvi, soprattutto quando le cesure sono tante da far presumere l’espressione di un voto contrario. Nelle conclusioni è scritto che si sono rifiutati di asseverare. L’asseverazione è un obbligo di legge che deve essere ripetuta ogni anno. Mi risulta che non sia ancora stato fatto niente per recuperare i crediti, per esempio quelli sulle lampade votive. Il vostro fallimento sta nei vostri 600mila euro di spese. E mi chiedo se abbiate rispettato poi il vincolo della Corte dei conti, secondo la quale potevate spendere solo per spese necessarie».

Cinquepalmi: «Analizziamo l’allegato relativo a debiti e crediti tra Amiu e Comune. Nella parte relativa allo smaltimento, leggiamo che ci sono delle differenze da corrispondere all’Amiu, somme non impegnate che quindi generano dei debiti fuori bilancio. Perché queste somme non ci sono nel consuntivo che stiamo approvando? Il bilancio non è veritiero. A luglio, con la scusa della salvaguardia dei debiti fuori bilancio, aumenterete la Tari. Nei giorni scorsi è stato approvato il bilancio dell’Amiu, e c’è scritto che c’è una società debitrice nei confronti dell’azienda. Non si fa il nome ma è la Daneco, una società la cui udienza per il fallimento è fissata a luglio. Il Comune di Trani vanta più di 3milioni di euro di debito dal 2012. L’Amiu è a conoscenza della circostanza che potrebbe essere confermato il fallimento della Daneco, e non svaluta i 3.200.000 euro, imputando gli interessi di mora all’attivo sul suo bilancio. Questo è aberrante. È evidente il fallimento totale dell’amministrazione sul tema ambientale, con la Tari alle stelle, un servizio pessimo, la raccolta differenziata non partita».

De Toma apre una mozione d’ordine: «Chiedo la presenza in aula dei Revisori dei conti, quindi una sospensione. Nelle scorse consiliature i Revisori dei conti erano sempre presenti, rientra nel rispetto della democrazia che in questa amministrazione non c’è». Ferrante dice che, insieme a Bottaro, ha fatto una diffida nei giorni scorsi al Collegio dei revisori: «Al di là della sua legittima richiesta (riferito a De Toma, ndr), questa assenza ci dà la possibilità di scrivere al Prefetto, che li nomina. I Revisori dei conti sanno che devono essere presenti. Nel caso non giungano in corso di seduta, sarà, e questa posso considerarla l’ “occasione buona”, nostra cura scrivere al Prefetto». È stata messa ai voti la mozione di De Toma, non passata con 4 voti favorevoli, 3 astenuti, 14 contrari.

Di Lernia: «Gli atti ci vengono dati sempre con ritardo, non favorendo il nostro lavoro di controllo. Non avete rispettato il restringimento secondo il quale il 50 per cento delle multe debba essere destinato alla polizia locale, alla quale avete destinato meno delle risorse. E che fine ha fatto l’altro 50 per cento? Ci sono sempre le rinegoziazioni dei mutui: che fine fa il mutuo per spostare i sottoservizi di via De Robertis?».

Briguglio: «I Revisori stanno mettendo in difficoltà l’andamento economico di questa città. Bisogna chiedere immediatamente al Prefetto di rimuoverli. Oggi la politica ha difficoltà ad esprimersi, perché i dirigenti oggi sono dei muri oltre i quali la politica non può andare avanti. Il Comune di Trani ancora di più perché ha dirigenti a tempo. I consiglieri comunali devono avere atti di indirizzo e controllo. Si può inoltre attivare l’Oiv, Organismo di valutazione dei dirigenti.

Inoltre, quando leggo tante concessioni di patrocinio comunale gratuito, dico che non c’è la possibilità di far crescere le organizzazioni, questo perché negli anni passati questi erano patrocini a 50mila euro».

Barresi: «Molti avevano evidenziato i problemi legati al precedente dirigente dell’ufficio finanziario, sono contenta che queste discrasie siano state evidenziate dal nuovo dirigente e per questo esprimerò voto favorevole. Da tempo lamento problemi sui tributi Tosap, e sulla non applicabilità della lotta all’evasione in questo campo. Per il 2016, il paradosso è che la somma del fondo di riserva è stata eliminata per economia in conto competenza».

De Toma: «Bisogna andare incontro alla Vigor Trani per lo stadio comunale, ricordo inoltre che l’Apulia Trani più di un anno e mezzo fa ha chiesto la gestione del Bovio e non è mai stata data risposta. Sul Tribunale, il 2016 si è chiuso con tante promesse. Vorrei sapere, alla luce di quello che non è stato fatto per il Tribunale, a che punto sia la situazione. Sull’Amet, avremmo il piacere di incontrare Danisi che non sappiamo nemmeno come sia fatto. In questi giorni sono arrivate bollette stratosferiche».

De Laurentis: «Invito la presidenza a trasmettere gli atti agli uffici per tempo in modo che vengano visionati il più facilmente possibile dai consiglieri. Non è possibile che il parere ci sia notificato la sera prima del consiglio comunale. Sul conto della darsena, abbiamo speso più di quanto sia stato accertato, a parte la perdita dell’Amet nella gestione del servizio, che costa tanto alla collettività tranese. Ribadisco che dobbiamo metterci mano. Multe: è chiaro che la Polizia locale si sta attivando per il rispetto delle regole, con un incremento del 48% delle entrate, ma mi sarei aspettato dall’assessore al ramo un miglioramento della viabilità cittadina con miglioramento rotatorie, sistemazione marciapiedi, etc. C’è l’abitudine, che continua dal passato, di affidare lavori senza avere impegni di spesa. Mi rendo conto che ci sono delle urgente ma non si può poi ritirare la determina per errori di impegni di spesa: cerchiamo di far colloquiare gli uffici per evitare i debiti fuori bilancio».

F. Laurora: «Tutti i pareri sono “con riserva”. I Revisori scrivono inoltre che i consiglieri hanno contribuito a far risparmiare. Nel 2016, il Comune di Trani ha risparmiato 130mila euro tra gettoni di presenza e indennità. Questo lo voglio dire a nostro favore. A noi infatti spetterebbe un quarto dello stipendio del sindaco, invece c’è stato un sacrificio da parte di tutti i consiglieri comunali».

Votazione finale del punto all’ordine del giorno. Con 20 favorevoli e un astenuto, la delibera viene approvata.

Il secondo punto all'ordine del giorno era una comunicazione, che per questo non è stata votata.

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