Già a marzo di quest’anno “Noi con Salvini Trani” ci siamo occupati dei famosi varchi nella zona Ztl del Comune di Trani. A tutt’oggi, il nostro consiglio sulla modifica della dicitura della segnaletica non è stato accolto. Anzi, in questi giorni si discute su come far cassa e in quali orari. Il gruppo tranese “Noi con Salvini” non lascia anzi raddoppia. Noi riteniamo che potrebbero essere illegittime le multe che piovono sugli automobilisti, tranesi e non, i quali oltrepassano la discussa segnaletica “Varco attivo”, posta all’ingresso della zona a traffico limitato.
Del caso “Varco attivo” si sta discutendo da tempo in tutta Italia. Una grande quantità di sindaci ha provveduto a sostituire la segnaletica dal dubbio significato, con un più semplice (e più italiano…) “passaggio consentito” o “passaggio vietato”. Peraltro, in quasi tutti i comuni la segnaletica “passaggio consentito” è segnata con led luminosi di colore verde. Contrariamente, il “passaggio vietato” è illuminato da piccole lampadine di colore rosso. In buona sostanza, verde e rosso universalmente significano transito consentito o transito vietato. Peraltro, la decisione di modificare la segnaletica è partita proprio dal governo, in particolare dal Ministero dei trasporti. Sull’argomento è stata interpellata anche “L’Accademia della Crusca”,il cui verdetto non lascia dubbi: in italiano “varco attivo” inequivocabilmente significa passaggio funzionante.
Come è nato questo equivoco nazionale che sta arricchendo le amministrazioni comunali e impoverendo gli automobilisti che hanno il solo torto di conoscere l’italiano? L’equivoco è generato dal termine varco. In italiano, come detto, significa passaggio. Invece, un poco illuminato funzionario ministeriale ha inteso per “varco” l’apparato e le telecamere poste sulla segnaletica. Tutto qui. Secondo l’oscuro funzionario ministeriale dunque, “varco” vuol dire “telecamere”. Per tutti gli altri italiani semplicemente “passaggio”.
A mettere in dubbio la legittimità dei provvedimenti, intendiamo porre in essere due manifestazioni di protesta. La prima è una raccolta di firme di protesta in un gazebo montato nei pressi del porto. La seconda, una mini class action da realizzare sostenendo un ricorso presso il Giudice di pace. In caso di esito a favore del ricorrente, la sentenza sarà pubblicata su organi d’informazione e manifesti che tappezzeranno la città.
Noi con Salvini Trani (coordinatore Giovanni Biancofiore, responsabile comunicazioni Stefano Colonna)


