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Senza bambini, né operatori: Trani, sospesa per un mese la comunità «Le rondini»

Sulla carta, una fiorente comunità minorile. Nella realtà, una presunta scatola vuota. È questo è il motivo per cui il dirigente della Prima area, Leonardo Cuocci Martorano, ha disposto la sospensione del provvedimento di autorizzazione al finanziamento, da parte del Comune di Trani, in favore della comunità educativa per minori «Le rondini», che ha sede in via Stendardi. Lo stop è di trenta giorni a partire dalla notifica del provvedimento, che porta la data del 27 giugno scorso.

Le rondini era stata autorizzata al funzionamento esattamente il 14 settembre 2009, in quanto comunità iscritta nel registro delle strutture e servizi destinati ai minori della Regione Puglia. Tuttavia, il 16 maggio scorso, la Procura della Repubblica presso il Tribunale dei minorenni di Bari comunicava al Palazzo di città che «personale della sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, a seguito di ispezione delegata effettuata il 28 aprile scorso - si legge nel provvedimento - ha riscontrato, presso la suddetta comunità educativa, la totale assenza di minori, nonché di relativa equipe professionale».

Sulla base della relazione fornita da personale del Servizio sociale professionale del Comune, intervenuto nell'ispezione, «è stata ribadita - si legge ancora nella determinazione - l'assenza di idonee figure professionali, nonostante l'intervento di queste ultime sia stato più volte sollecitato anche in sede di udienza dallo stesso Tribunale dei minori. Tale situazione - scrive ancora il dirigente - ha determinato, di fatto, il mancato trasferimento o affidamento di minori presso la comunità e, quindi, la loro totale assenza.  Accertato, pertanto - si legge ancora nel provvedimento -, che la dotazione organica del personale, con relative qualifiche e funzioni, costituisce requisito organizzativo e funzionale, e che la persistente assenza è presupposto per disporre la sospensione dell'autorizzazione al funzionamento della struttura», la figura apicale del Comune ne ha disposto lo stop per trenta giorni.

Durante questo mese la Congregazione delle Suore Piccole operaie del Sacro Cuore, che ha sede legale in via Curtatone 9, a Milano, dovrà produrre una dichiarazione, a firma del legale rappresentante del soggetto gestore, «che indichi la dotazione organica del personale e relative qualifiche e funzioni - prescrive il dirigente -, così da accertare l'esistenza di un'idonea equipe professionale. In caso di inerzia per il ripristino dei requisiti necessari alla ripresa dell'attività, salvo verifica ispettiva da parte degli organi competenti, verrà disposta la revoca dell'autorizzazione al funzionamento». Allo stato, dunque, ogni attività si ferma nell'attesa del buon esito degli adempimenti prescritti. Il Comune ha informato altresì la Regione Puglia, e segnatamente il Dipartimento promozione della salute, benessere sociale e sport per tutti, per gli ulteriori adempimenti di competenza

Non è dato conoscere esattamente da quanti minori sarebbe dovuta essere formata la comunità, né quante figure professionali ne avrebbero dovuto fare parte. Di certo una gloriosa, e tuttora supposta fiorente attività educativa per i piccoli, si scoprirebbe improvvisamente svuotata di contenuti e messa in discussione da un provvedimento ufficiale della pubblica amministrazione. Ci sono tuttavia tempi e modi per rimediare prima che sia troppo tardi, anche per evitare che soldi pubblici destinato al suo funzionamento si siano investiti senza ottenere adeguati servizi in cambio.


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