Da possibile officina delle idee ad officina meccanica vera e propria. La casa natale di Giovanni Bovio non smette di riservare sorprese e, negli ultimi giorni, quella di una vettura maldestramente in riparazione davanti all'ingresso dell'immobile di via Mario Pagano, che diede i natali all'illustre filosofo e parlamentare, è una scena che ancora mancava all'immaginazione popolare e rende perfettamente l'idea di quanto siano cambiate le cose rispetto al progetto che prevedeva che quella palazzina diventasse un museo, se non di opere boviane, almeno di quanto potesse essere utile alla formazione culturale della collettività.
Invece, dallo scorso febbraio, la palazzina è occupata da una famiglia di sette persone, cinque delle quali minorenni. Inutili, finora, le ordinanze emanate dal Comune di Trani per ottenere il rilascio dell'immobile: gli occupanti sono sempre lì, anche perché non si trova tuttora una sistemazione per i cinque minori, solo senza i quali le forze dell'ordine potrebbero procedere allo sgombero forzoso dell'immobile. Il Comune di Trani non ha fondi per collocare i bambini in istituti per minori, avendo già impegnato tutte le somme necessarie per altri piccoli ospitati nelle apposite strutture. E non si trova neanche una soluzione in casa del nonno materno, intorno alla quale sarebbero sorti contrasti familiari, al momento non superati. Nel frattempo anche l'altra porzione dell'immobile è occupata da un altro nucleo familiare, anche in questo caso con minori e con il valore aggiunto, si fa per dire, della moglie del capofamiglia tuttora incinta.
Mentre il tempo continua a passare, senza un’apparente soluzione praticabile, gli occupanti hanno compiuto lavori significativi dentro e fuori l'immobile adeguando i bagni (che erano stati previsti per la destinazione museale ma non per la residenza di nuclei familiari), e addirittura allacciando la stessa palazzina alla fogna nera con un tubo arancione che, tuttora, affiora dalla sede stradale: quella condotta è stata coperta con del terriccio e delle sedie perennemente esposte all'esterno.
Sempre sul prospetto principale dell'edificio sono comparsi un tendone e del finto verde intorno al balcone principale e, adesso, l'ultimo colpo di teatro è la Fiat Multipla parcheggiata davanti al portone, senza una ruota e poggiata su due pneumatici, che fanno da improvvisato ponte: davvero tutto poco filosofico, provando a scomodare lo stesso Bovio più di quanto questa situazione di degrado non abbia già fatto.


