I pubblici ministeri Michele Ruggiero, Alessandro Donato Pesce e Marcello Catalano hanno notificato a 19 indagati, di cui 18 persone fisiche ed una giuridica - la Ferrotramviaria Spa - l'avviso di conclusione delle indagini in merito alla tragedia ferroviaria del 12 luglio 2016, in cui morirono 23 persone per lo scontro fra due treni della Bari nord nel tratto fra Andria e Corato.
I reati ipotizzati sono disastro ferroviario, omicidio colposo, lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso.
La Procura contesta, innanzi tutto, la superficialità del comportamento dei capistazione, dai quali sarebbe dipesa la partenza di un treno sul binario unico, mentre l'altro era ancora in marcia.
Inoltre, il mancato raddoppio della linea ed il carente aggiornamento delle misure di sicurezza per l'eliminazione del blocco telefonico ed altre misure obsolete, che avevano nel passato determinato il rischio di altri incidenti che, solo per fortuna, non si erano verificati.
Tra gli indagati, anche due dirigenti del Ministero delle infrastrutture, i quali non avrebbero compiuto verifiche periodiche, né adottato “provvedimenti urgenti” per eliminare il sistema del blocco telefonico su una tratta con insufficiente copertura della rete di telefonia mobile, con conseguenti difficoltà di comunicazione tra personale di terra e di bordo.

