Nel carcere di Trani si registra il sorpasso dei detenuti baresi rispetto a quelli del nord barese e, più in genere, della circoscrizione del nostro tribunale. E, così, aumentano anche le intemperanze, trattandosi nel maggiore dei casi di soggetti con spiccata tendenza alla violenza.
Lo si deduce anche, e soprattutto, dall'episodio denunciato dal segretario generale del sindacato Cosp, Domenico Mastrulli, che riferisce una «notte movimentata (quella tra il 30 e 31 dicembre, ndr) anche nel carcere di Trani, dove gli agenti penitenziari sono stati impegnati a sedare una protesta inscenata da una trentina ai detenuti (quasi tutti della malavita barese, ndr), con lancio di masserizie, pentolame e avanzi di cibo».
Non è dato conoscere cosa abbia scatenato la ribellione, ma la Procura della Repubblica sta seguendo da vicino il caso ed il magistrato di sorveglianza potrebbe assumere ulteriori provvedimenti restrittivi a carico dei responsabili.
Di certo, il sovraffollamento delle carceri baresi ha determinato un inevitabile dirottamento su Trani di soggetti da ritenersi, evidentemente, sempre più pericolosi.
«E la situazione delle carceri pugliesi - sottolinea Domenico Mastrulli – vede la Polizia penitenziaria lavorare sotto organico ed in condizioni di totale abbandono, fra stanchezza morale e professionale. Gli operatori di Polizia invocano maggiore rigore e, soprattutto chiedono l’applicazione di norme che non consentano più la libera circolazione di detenuti chiedendo la soppressione del sistema di sorveglianza dinamica con celle aperte».


