La cerimonia di inaugurazione della nuova targa per ricordare i Caduti sul lavoro, in piazza Cesare Battisti, sul prospetto principale di palazzo Candido, si è caratterizzata per la sorpresa di vedere la nuova iscrizione, in pietra di Trani, post datata di 50 anni rispetto alla precedente.
Donata da un'impresa locale, la Intermarmi, la nuova iscrizione lapidea ha per data 2018. Quella precedente che, cadendo, si era frantumata lasciando quel muro vuoto, era datata 1968. Immutata la frase rispetto alla precedente: «Ai Caduti sul lavoro, di ogni tempo e paese, la città pose».
Tutto intorno, stamani, le bandiere dei sindacati, e loro rappresentanti, il sindaco, Amedeo Bottaro, e l'assessore alle finanze, Luca Lignola. «Mi sembrava il giorno migliore - ha detto il primo cittadino -, quello della Festa dei lavoratori, per ripristinare un atto dovuto, cioè un ricordo per chi ha perso la vita sul lavoro. Anche durante le giornate di festa è giusto ricordare le tante vittime, con la speranza che possono essere sempre meno e rappresentare un fenomeno in via di estinzione perché oggi, nel 2000, quasi 20, pensare di morire ancora sul lavoro effettivamente sembra quasi anacronistico».
In ogni caso, più che morire di lavoro che c'è, oggi si soffre per il lavoro che non c'è: «Assolutamente sì - conferma Bottaro -, è un momento difficile per tutta la nostra economia livello nazionale e, chiaramente, il tema del lavoro è il principale sul quale, credo, il governo sia chiamato a fare qualcosa. Evidentemente siamo noi sindaci a renderci conto della gravità della situazione, dell'alto tasso di disoccupazione e, soprattutto, di come i giovani oggi non abbiano una grande aspettativa sul mondo del lavoro. Bisogna lavorare sulle politiche del lavoro cercare e creare nuove possibilità, che oggi scarseggiano, soprattutto nel sud Italia ed in Puglia, regione che sta soffrendo particolarmente in questo periodo».













