Nell'attesa che i proprietari delle cave dismesse chiudano gli accessi, eseguendo quanto disposto nella recente ordinanza, il sindaco, Amedeo Bottaro, ha fatto egli stesso occludere, su sollecitazione delle forze dell'ordine, un accesso al mare sulla vecchia strada statale 16 in direzione di Barletta, nei pressi dell'azienda Grapimar e, più precisamente, nel tratto compreso fra strada vicinale Santo Spirito e via Curatoio.
Quattro massi sono stati collocati poco prima di una sbarra metallica, da tempo lasciata aperta ed incustodita, ed in conseguenza del cui stato di abbandono troppo spesso si verificavano conferimenti abusivi di rifiuti speciali e, forse, anche pericolosi: infatti, dopo quella stradina, compresa fra segherie, si apre uno spiazzo trasformato in discarica a cielo aperto. Pertanto, per evitare ulteriori problemi in tal senso, si è proceduto alla totale occlusione dell'accesso con ostacoli insormontabili.
Bottaro, peraltro, fa sapere che «questo è solo il primo di una serie di interventi che intercluderanno gli accessi a ponente. E saranno tutti con riferimento a strade non transitabili per veicoli. L'obiettivo, in tutti i casi, è impedire ulteriori sversamenti di rifiuti».
Questa soluzione tuttavia, impedirà a chiunque di raggiungere la zona in auto: di conseguenza, protestano numerosi cittadini che, proprio da lì, transitavano per gustarsi il piacere del bagno in una zona poco frequentata e dal mare ritenuto molto pulito.
In altre parole, dopo quelli a levante fra Trani e Bisceglie, la chiusura di altri accessi al mare sembra andare di traverso a più d'uno, ma in questo caso le esigenze sono quelle di tutela della pubblica incolumità e dell'ambiente.
Dall'altra parte, invece gli accessi si chiusero a causa della realizzazione di numerose, se non troppe villette che, di fatto, privatizzarono strade che, oggi, si fa ancora fatica a definire pubbliche.
Tanto è vero che l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio, anticipa che «a levante si sta facendo un'opera di recupero per la fruibilità pubblica, quasi a costo zero per i cittadini, per garantire loro gli accessi al mare. Per prima volta siamo riusciti ad inserire, nel Piano triennale delle opere pubbliche, la previsione di realizzare, subito dopo le Matinelle due penetrazioni verso il mare realizzando stradine ciclabili e pedonali, quindi non veicolari, per accedere su quel tratto di costa. Le faremo espropriando dei piccoli suoli agricoli, quindi neanche con tanta spesa a carico della collettività».


