«Perché la casa natale di Giovanni Bovio è ancora occupata? Perché siamo rimasti soli». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, nel corso dell'incontro tenutosi in biblioteca comunale nei giorni scorsi, nell'ambito della manifestazione «Il maggio dei libri», in collaborazione con i Dialoghi di Trani.
Ad una domanda sul perché il Comune di Trani, proprio mentre si parlava all'interno della biblioteca intitolata a Bovio, non riesca a liberare da oltre un anno l'immobile, di cui è proprietario, il primo cittadino ha risposto riferendo i fatti e sfogandosi, lamentando una presunta lentezza degli interventi da parte di altri organi istituzionali che, congiuntamente all'amministrazione comunale, sarebbero già dovuti intervenire.
«Ho cercato subito di ripristinare un minimo di legalità in questa città - ha esordito Bottaro -, quindi ho preteso che, quanto meno gli immobili proprietà comunale, fossero resi liberi dagli abusivi. Con le case degli ex custodi ci siamo riusciti, pur facendoci dei nemici, ma per casa Bovio il problema è diverso: infatit - rivela il sindaco - è occupata da un personaggio che ha precedenti penali. Questo signore fu da me affrontato in Comune e provò ad aggredirmi, poi intervenne la Polizia, si placò e neanche sporsi querela: risultato, a distanza di un mese andò ad occupare quell'immobile».
Era il febbraio 2017 e, da allora, il dirigente del Settore patrimonio ha dovuto emanare diverse ordinanze di rilascio locale sia a carico di quel nucleo familiare (composto anche da moglie e cinque figli minorenni), sia di altri che, almeno dopo avere occupato la restante parte dell'immobile, lo rilasciarono. Quella famiglia, però, ha anche compiuto lavori abusivi, poi si è trasferita dalla vera e propria palazzina al sottano: così, nuova ordinanza di sgombero, anche questa non eseguita, e siamo arrivati ad oggi, con il problema aggiuntivo del non sapere dove collocare i figli.
Ma qui entrerebbero in scena, anche, le forze dell'ordine, che a detta del sindaco tarderebbero ad intervenire: «L'esecuzione del provvedimento non può essere solo a carico del sindaco, con la sua Polizia municipale. Un vigile può avere paura, magari non è più in grado di usare una pistola, di certo può essere intimorito da un personaggio che, avendo precedenti penali, certamente non le manda a dire. Ecco perché - spiega Bottaro - ho attivato una procedura che coinvolge Prefettura e forze di polizia, ma spesso in Italia, quando solleciti interventi per sanare queste forme di illegalità, sembra quasi che qualcuno dica "ma sì, lascialo stare lì che non dà fastidio a nessuno". Questo è il sentimento che avverto».
In ogni caso, il tavolo presso la Prefettura è attivato «ed mi auguro di vincere questa battaglia - concluide Bottaro - perché, chiaramente, ne faccio anche un fatto di coerenza. Infatti, non posso assolutamente più giustificarmi di fronte a quelle brave persone che, invece, hanno rilasciato gli immobili che detenevano, seppur abusivamente da trent'anni, rispetto ad un delinquente che continua ad occupare, sempre abusivamente, un altro immobile».




