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Tumori, non basta il solo fattore ambientale: Trani soltanto settima nella Bat

Trani capitale delle morti per tumore? I dati dell'Asl di Barletta-Andria-Trani sembrano dire ben altro, almeno con riferimento a quelli del triennio compreso fra il 2011 e il 2013: siamo soltanto la settima città, per mortalità tumorale, delle dieci della nuova provincia.

Trani appare ben distante dagli altri due capoluoghi, Andria e Barletta, ma è sorprendentemente molto dietro rispetto a Bisceglie, che ha una popolazione simile alla nostra, e Trinitapoli che invece ha molti meno abitanti di noi.

E questo fa capire che, probabilmente, non basta associare la presenza di cave dismesse, alcune delle quali oggetto di conferimenti abusivi, o di una discarica un cui pozzo inquini la falda con il percolato, per affermare che Trani sia una città da bollino nero.

Sebbene la completezza dei dati arrivi con notevole ritardo rispetto alla contemporaneità, non è che nel 2011, 2012 e 2013 si dicessero cose diverse da quelle odierne, perché gli scenari erano pressoché gli stessi.

L'unica differenza è che la discarica era ancora in attività, ma probabilmente, anche se si è accertato che dal 2014 stesse inquinando, non è che prima fosse un esempio di salubrità.

A questo punto bisogna anche chiedersi cosa abbiano di così clamorosamente negativo Trinitapoli, per fare registrare oltre il triplo delle morti di Trani, o Bisceglie per averne addirittura mille in più.

Ci sono, evidentemente, tanti altri fattori che incidono e, se gli addetti ai lavori giungono a diffondere questi numeri senza riuscire a dare un'articolata spiegazione sui rapporti causa-effetto, a maggior ragione dovremmo astenerci noi dallo sbilanciarci in considerazioni spesso esclusivamente populiste.

Basti richiamare quanto dichiarava, proprio a Radio Bombo, uno degli estensori del Registro tumori, il dottor Vincenzo Coviello: «L’ambiente certamente determina dei rischi per alcuni soggetti esposti ad alcune fonti di inquinamento a vario titolo, ma si tratta di casi che avvengono in maniera specifica e, comunque, in minor misura. L'incidenza di discariche, depuratori, impianti di combustione a vario titolo è minore rispetto alle cause che colpiscono principalmente il fegato ed interessano altre fattispecie».

Ebbene, nella provincia di Barletta-Andria-Trani, nel triennio compreso fra il 2011 e il 2013, sono morte per tumore 9149 persone, di cui 4603 donne e 4546 uomini. Questi i dati forniti dall'Asl Bt, con riferimento agli indicatori per il profilo di salute delle città che fanno parte del territorio di competenza.

Quella con il più alto numero di decessi è stata Andria, con un totale di 2069. Supera quota 2000 anche Barletta, precisamente con 2033. Gli altri comuni seguono così: Bisceglie, 1338; Trinitapoli, 1305; Canosa, 815; Margherita di Savoia, 380; Trani, 349; San Ferdinando di Puglia, 342; Minervino Murge, 297; Spinazzola, 221.

Accanto al numero assoluto di decessi, sono stati riportati prima il tasso grezzo, in cui il numero dei decessi è rapportato alla popolazione, poi quello aggiustato per età (Tsd), standardizzato in modo diretto. Il tasso grezzo è un tasso reale, ma risente della distribuzione per classi di età della popolazione: infatti, in popolazioni con età media più alta vi è più elevata mortalità. Il Tsd, invece, pur essendo un tasso fittizio, permette di effettuare confronti tra aree geografiche, in quanto elimina le differenze dovute alla distribuzione per classi di età.

Ebbene, per quanto riguarda i minori di 74 anni, il tasso grezzo maschile nella Bat è stato 30,8, quello femminile 19,4. Si tratta di dati inferiori sia alla Puglia (34,9 e 20,6), sia all'Italia (38 e 22,2). Il Tsd è altresì inferiore nella Bat (15,7 per le donne e 26,4 per gli uomini), contro i 15,3 e i 27,7 della Puglia e i 15,6 e i 28,6 dell'Italia. Al di sopra dei 75 anni i numeri appaiono pressoché sovrapponibili.

Più in generale, nella fascia di età fino a 35 anni la mortalità nel sesso maschile è molto più alta di quella riscontrata nel sesso femminile. Tra gli uomini predomina quella per traumi e cause violente, tra le donne i tumori. Nella classe di età intermedia, 35 - 64 anni, predominano in entrambi i sessi i tumori. Nel sesso femminile sono responsabili di oltre la metà dei decessi, mentre nel sesso maschile la proporzione della mortalità per tumori è più bassa per la presenza di quote più ampie di mortalità per cause cardiovascolari, cause violente e malattie dell’apparato digerente.

Nell’ultima fascia di età le morti per cause cardiovascolari sono le più frequenti seguite dai tumori. Nelle donne questo dato è particolarmente accentuato con una netta prevalenza delle morti per cause cardiovascolari rispetto ai tumori. Negli uomini, pur continuando ad essere più numerosi i decessi per cause cardiovascolari (1/3 di tutti i decessi), la proporzione dei tumori sfiora il 30 per cento.

Infine, il tasso di mortalità infantile si è ridotto rispetto a quanto accadeva nel 2000, e «tale risultato - fa notare la relazione dell'Asl Bt -, indica un miglioramento nell’assistenza medica delle madri e dei neonati nella provincia». Peraltro, la distribuzione della cause di mortalità infantile è rimasta pressoché costante, riconfermando le malattie perinatali come insieme di cause che provocano più della metà dei decessi.


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