Dopo quasi due settimane di disagi, sarebbe in via di soluzione il problema che ha interessato i sistemi informatici di Amet e che determinato numerose proteste agli sportelli dell'azienda elettrica di piazza Plebiscito. Tanto che ieri mattina sono dovuti intervenire i carabinieri, su chiamata di un utente, infuriato poiché sia lui, sia altri, lamentavano lunghe e vane attese, a causa del denunciato blocco dei servizi di voltura, cessazione e rateizzazione dei contratti.
Il presidente del Consiglio di amministrazione del'ex municipalizzata, Antonio Mazzilli, fa sapere che «il problema è nato da un bug nel sistema integrato centrale, che non è di Amet, ma cui affluiscono tutte le aziende del servizio elettrico, dovuto all'adeguamento dei sistemi informatici alle nuove norme sulla privacy. Questo ha determinato alterazioni delle maschere su cui lavorano gli operatori, che si sono tradotte nella impossibilità di rilasciare la stampa delle cessazioni dei contratti e quella delle quietanze, circostanza cui si è trovato un rimedio temporaneo attraverso l'apposizione di un timbro sul documento presentato dall'utente».
In realtà le operazioni, sempre secondo quanto riferisce Mazzilli, «sono state tutte regolarmente registrate dai sistemi e, dunque, sono andate a buon fine. Quanto ai disagi - chiarisce - si sono accresciuti a causa di vari fattori concomitanti. In primo luogo, lo scarso personale disponibile, fra malattie e ferie. Inoltre, per l'eccessivo numero di utenti contemporaneamente presenti negli uffici, ma questo - lamenta il presidente - è dovuto anche al fatto che troppi continuano a pagare le utenze direttamente ai nostri sportelli, ignorando altri sistemi pagamento persino più comodi come la domiciliazione bancaria, il conto corrente postale o i servizi presso tabaccherie ed altri esercizi autorizzati. In ogni caso - conclude Mazzilli - il servizio dovrebbe tornare a regime nella giornata di domani (oggi, ndr) o al massimo venerdì».


