«Il principio fondante della democrazia è che tutti quanti noi, votando, siamo in grado di esprimere una scelta, ma è necessario che siamo attrezzati per scegliere. E questo lo deve fare la scuola, che invece oggi, secondo me, fa fatica».
Così Gherardo Colombo, il famoso Pm di Mani pulite, 72 anni e che da undici anni ha lasciato la magistratura ma continua a girare l'Italia per parlare di giustizia e, nel caso dei Dialoghi di Trani, ieri mattina a Palazzo Beltrani, di «Democrazia, fra forma sostanza ed esercizio».
Sarebbe dovuta essere una lectio magistralis, promossa dall'Università santa Sofia, ma il giudice non ha voluto restare solo sul palchetto e ha chiesto, ed ottenuto, come documentano le foto di Antonello Pappallettera, che qualcuno si sedesse accanto a lui per dialogare: si sono presentati due ragazzi, Andrea e Letizia, studenti del quinto anno della scuola superiore, con i quali Colombo ha iniziato a conversare cercando di risalire all'etimologia della parola «democrazia» ed al perché la democrazia si sia progressivamente affermata nel tempo, a dispetto di monarchie e oligarchie.
«Se fossimo davvero formati a scegliere - spiega Colombo -, probabilmente non ci comporteremo come i bambini cui un candidato sindaco prometta un gelato al giorno: è chiaro che i bambini eleggerebbero quel candidato sindaco e non l'avversario che si impegna per dare servizi a tutti. Il problema - conclude con amarezza Colombo - è che temo che in molti, ancora oggi, siano rimasti i bambini».


