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Sosta a pagamento a Trani, dossier dei dipendenti per respingere i privati: «Nonostante carenze e problemi, il servizio genera utili da otto anni»

Dal 2011 al 2017 la sosta a pagamento a Trani ha avuto un valore di produzione di 2.258.000 euro, ma, nelle casse di Amet, sono rimasti appena 223.000 euro. A riportare tali dati è Daniele di Lernia, rappresentante sindacale aziendale di Amet Spa, gestore in house del servizio per conto del Comune di Trani.

Anno dopo anno, il servizio di gestione dei parcheggi a raso, sottoscritto nel 2009 ed in scadenza alla fine di quest'anno, ha chiuso con entrate significative. Senza andare troppo a ritroso, nel 2017 gli accertamenti hanno fruttato sanzioni per 360.000 euro, rispetto ai 322.000 del 2016, con un incremento del 13 per cento.

«Tale crescita - fa sapere di Lernia - è giunta sia a seguito dell'introduzione di una nuova tipologia di gestione dei grattini presso i rivenditori, sia con l'introduzione del pagamento della sosta tramite applicazioni, utilizzando lo smartphone».

Il costo complessivo delle dieci unità assunte - a tempo indeterminato, ma part time - si è attestato a circa 248.000 euro. La differenza fra l'incasso di partenza e il costo del personale è 112.000 euro, ma, alla fine della giostra, ad Amet ne restano soltanto 32.000. I restanti 80.000 vanno via per il ribaltamento dei costi per i servizi espletati dagli altri settori aziendali e la contabilizzazione del corrispettivo dovuto al Comune di Trani.

Tale scenario si era ripetuto ciclicamente anche negli anni precedenti, motivo per cui «si può facilmente evincere - afferma di Lernia -, come ci siano le coperture per tutte le figure che operano nel settore per i beni e i servizi, senza gravare su altri settori. Al contrario, determinate risorse vengono impegnate per servizi espletati da altri settori aziendali».

Il dossier è stato consegnato dallo stesso di Lernia a sindaco, assessori e consiglieri comunali poco prima dell'inizio della seduta dell'assemblea elettiva di lunedì scorso. L'iniziativa ha spiazzato più di un consigliere, come per esempio quello di maggioranza del Partito democratico, Leo Amoruso: «Questo è il piano aziendale che Amet non ci ha mai dato. Avrebbe dovuto farlo la società, non un rappresentante aziendale».  

L'iniziativa non appare per nulla casuale, nella misura in cui, come detto alla fine dell'anno scade il contratto di affidamento in house e l'amministrazione comunale, secondo quanto dichiarato in più sedi e occasioni dallo stesso sindaco, Amedeo Bottaro, ha in animo di emanare una gara per l'esternalizzazione del servizio.

Obiettivo del Comune, ottenere manifestazioni di interesse da parte di privati, affidando loro un pacchetto ben più strutturato, che comprenda anche la ristrutturazione e attivazione del mai completato parcheggio interrato di piazza XX Settembre.

Gli ausiliari di Amet temono fortemente per il loro posto di lavoro, dopo avere portato avanti il servizio con risultati che, evidentemente, appaiono nettamente minori rispetto al lavoro prodotto. Il loro obiettivo, pertanto, è non soltanto salvaguardare i profili occupazionali, ma anche, e soprattutto, mantenere il servizio in seno ad un'azienda di totale proprietà pubblica, come Amet, poiché i numeri dimostrano che la sosta a pagamento, persino nella perdurante assenza dei parcometri, produce utili. E, al netto dei «ribaltamenti», anche tanti.


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