Sono stati solo tre i dipendenti del Comune di Trani che hanno aderito alla Giornata internazionale del volontariato, organizzata dalla Città di Trani, promossa dal Csv San Nicola, sostenuta dall’associazione Anteas.
I dipendenti dell’Ente si sono riuniti a Palazzo di città, in sala Azzurra, e hanno scelto di diventare “volontari per un giorno”, rendendo il Comune protagonista di un percorso che intende trasformare Trani in un modello di riferimento per la diffusione della cultura del volontariato, divenendo portavoce in prima persona di proposte che possono migliorare la capacità di servizio al cittadino. Per loro, l’Anteas Trani aveva predisposto dei pacchetti di volontariato (“smartbox”) al cui interno erano previste delle azioni specifiche con relativi obiettivi e durata, da svolgere seguendo le modalità illustrate da Anteas Trani.
All’incontro sono intervenuti diversi esponenti del terzo settore e, per l’amministrazione, l’assessore Debora Ciliento e il consigliere comunale e provinciale Carlo Avantario.
Ciliento ha detto: «Continuo a fare volontariato ogni volta che posso, vorrei pensare a una rete che coinvolga tutte le realtà sociali di Trani, perché il tesoro del volontariato andrebbe custodito da tutti. Molti dipendenti non ci sono perché stanno lavorando per risolvere dei problemi». Anche Avantario ha porto i saluti istituzionali ringraziando tutti i volontari.
Ha moderato Maria Grazia Filisio, dell’Anteas. Ha introdotto il presidente Anteas, Sabina Fortunato, che ha raccontato di come il volontariato le abbia arricchito le vita.
Luigi De Ceglie, segretario della Cisl, ha portato i saluti dei rappresentanti provinciali della Cisl: «L’Anteas è una costola della Cisl. Mi dispiace che ci siano pochi dipendenti comunali. Il volontariato dovrebbe essere gratitudine nei confronti del prossimo, e in questo Anteas fa un ottimo servizio sul territorio, mettendosi a disposizione della popolazione anziana che, come sappiamo, è sempre più numerosa».
Dina Schiavulli, dell’Albero del sorriso, ha parlato delle attività della sua associazione: «Facciamo clownterapia in strutture come hospice, ospedali. Noi mettiamo un seme che deve germogliare: devi sentirlo, vivere, provare. Noi non raccogliamo soldi per questo facciamo parte della Rete delle associazioni italiane di clownterapia».
Corrado Cisotti, della Misericordia, e Gennaro Palmieri, della Uildm, hanno lamentato una scarsa sinergia, il primo con l’amministrazione comunale, «che fa figli e figliastri», il secondo tra le associazioni di volontariato stesse.
Effettivamente sembra mancare, a Trani, proprio una rete di cooperazione tra le associazioni di volontariato. «Tante si iscrivono al registro – ha detto Palmieri -, poi dopo un mese spariscono». Cooperazione: questa dovrebbe essere la parola d’ordine del vero volontariato.
Marco Buzzerio, della Fidas, ha «ringraziato tutti i volontari del mondo, perché senza di loro crollerebbe l’Italia». Eduardo De Simola, dell’associazione delle vincenziane, ha chiesto che ci siano sempre più volontari per la sua associazione.
Federica G. Porcelli














