Fu realizzata a metà degli anni '80 per essere un avveniristico mercato ortofrutticolo. All'epoca sembrava veramente una struttura all'avanguardia, ma in realtà non fu mai avviata e, ben presto,, divenne un rudere.
Tanto si è prolungato il suo stato di abbandono che, oggi, una porzione della recinzione in via Salvemini rischia di cadere letteralmente in testa ai passanti e, soprattutto, agli utenti che conferiscono i rifiuti nei vicini cassonetti.
Infatti proprio lì un lettore ha notato, e documentato con foto, «come i punti di fissaggio della recinzione in metallo evidenzino un'usura avanzata, con un potenziale pericolo di chi dovesse trovarsi nelle vicinanze».
La struttura comunale, ubicata fra via Andria e via Salvemini, oggi è occupata soltanto da una famiglia che vive nella casa del custode, circondata dal degrado più assoluto di capannoni che mostrano decisamente i segni del tempo.
Una svolta sarebbe potuta arrivare nel 2007, dopo che l'amministrazione comunale del sindaco Giuseppe Tarantini aveva candidato l'intero compendio immobiliare al Piano di rigenerazione, prevedendovi l'ubicazione della sede unificata di Amet e Amiu, compresi gli sportelli per il pubblico ed una grande sala congressi ricavandola dagli ex capannoni.
Nel frattempo, però, il sindaco si dimise e la città fu retta da, commissario straordinario Angelo Trovato, il quale, con i poteri del consiglio comunale, raccolte le posizioni delle forze politiche così come previsto per legge: tutte furono favorevoli tranne una, Forza Trani, diretta dall'ex senatore Roberto Visibelli, deceduto negli anni scorsi.
Bastò quella opposizione perché il commissario straordinario rinunciasse alla candidatura della città: non essendoci l'unanimità dei consensi, non se ne fece più nulla.
Morale della favola, da almeno trentacinque anni la recinzione non viene sottoposta ad alcuna manutenzione ed il percolo, dunque, è molto più che potenziale.


