È deceduto, dopo una lunga malattia, il 28 marzo del 2013. E il 28 marzo del 2019, Trani lo ha ricordato con l’intitolazione di una sala di Palazzo di città, l’ex Sala azzurra, ora "sala Generale Giancarlo Tamborrino". Il generale Tamborrino, già sindaco della città dal 1995 al 1999, fu il primo eletto direttamente dai cittadini dopo la riforma elettorale.
«Era una istanza pervenuta dalla famiglia – ha detto il sindaco, Amedeo Bottaro, nel corso della cerimonia – e da noi ben accolta. L’idea è quella di intitolare le sale più importanti di Palazzo di città ai sindaci che non ci sono più. Iniziamo oggi con Tamborrino, proseguiremo con Baldassarre, Caruso, e poi la prima e unica donna sindaco Talamo, per citare quelli che ricordo. Voglio ricordare l’impegno del generale Tamborrino, in un momento particolare della città, a prescindere dalle ideologie e dalle fazioni politiche, perché il sindaco non è di chi lo ha eletto ma è della città». Infatti, Tamborrino fu eletto tra le fila di Alleanza nazionale ed altre liste di centrodestra. «Contano le persone, non i partiti. Il sindaco è colui che dedita la propria vita alla città. Lo hanno fatto tutti, non a caso ho invitato tutti gli ex sindaci, perché ognuno di loro in questo momento può capire me e quello che ognuno di noi ha fatto con grande amore verso la città. Rivestire questo ruolo comporta grandi sacrifici» ha proseguito Bottaro. Erano presenti infatti gli ex sindaci Carlo Avantario e Giuseppe Tarantini. «Da parte mia c’è una grande stima personale nei confronti di un sindaco che ha dimostrato alto valore morale, grande senso di responsabilità e di attaccamento alle istituzioni. Sono onorato di essere ricordato come il sindaco che ha intitolato al Generale Tamborrino una stanza di questo Comune» ha concluso Bottaro.
Commosso il ricordo del figlio, il colonnello Umberto, Capo ufficio addestramento del Comando delle scuole dell’arma dei carabinieri a Roma: «Anche nei momenti più bui della sua esperienza da sindaco, quando soffriva anche fisicamente di alcune situazioni, capendo che la politica era anche compromesso e mediazione, ha mantenuto la sua rettitudine morale e integrità. Amava tantissimo la città e i tranesi. Questo era il suo porto sicuro, qui ha conosciuto sua moglie e qui è rimasto a vivere. Ha messo a disposizione di Trani la sua esperienza di uomo delle istituzioni».
A Giancarlo Tamborrino va dato il merito di avere favorito il riconoscimento a Trani della medaglia d’argento al valore civile, per i tragici fatti del settembre 1943: «Questo perché – spiega il figlio – lui conosceva bene la macchina amministrativa. Ma vanno a lui tanti altri meriti. Fu il primo a istituire un ufficio stampa nel Comune di Trani, fece tante altre iniziative meritorie. Sento di dire che è stato un uomo di altri tempi, legato alla famiglia, ai valori cristiani, amatissimo e ogni volta che vengo a Trani percepisco la stima e la riconoscenza delle persone che lo ricordano».
La moglie ha detto: «Questo ricordo mi consola ma avrei voluto che non ci fosse la targa ma che lui fosse ancora con me. Lui ai miei figli ha insegnato la serietà e l’onestà. Era una persona molto buona».
Aquesto link, una biografia di Tamborrino.
Federica G. Porcelli















