Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Maria Grazia Caserta, ha definitivamente archiviato il procedimento penale a carico della ditta Di Mango-Laurora-Boccassini, corrente in Trani nella persona del suo legale rappresentante, Maria Grazia Lovino, con riferimento alla ex copertura in eternit del Supercinema.
La decisione è arrivata proprio a seguito della rimozione della stessa, che ha fatto venire meno, così, la causa del procedimento penale stesso.
Già nel 2018 il sostituto procuratore della Repubblica titolare del fascicolo, Alessandro Donato Pesce, aveva chiesto l'archiviazione del procedimento a carico della società, cui s'erano però opposti il comitato dei residenti, il Codacons ed il Comitato bene comune.
Il fascicolo, dunque, era ritornato nelle mani del pubblico ministero, ma nel frattempo, come già nel 2018 il legale della società, Luigi Mastromauro, aveva anticipato, «la proprietà stava adottando, di concerto e con l'assenso degli enti competenti, ogni iniziativa atta a scongiurare ogni possibile problematica attraverso mirate soluzioni e progetti».
Infatti, ed è storia del mese scorso, la copertura in amianto è stata finalmente rimossa e sostituita con una in lamiera grecata.
«Non può e non deve sfuggire - rappresentava all'epoca l'avvocato Mastromauro - che ogni intervento sull'immobile dovrà essere preventivamente assentito dalla Soprintendenza, trattandosi di bene sottoposto a vincolo».
Infatti, è stata proprio quest'ultima, di concerto con Procura e Comune, ad autorizzare la sostituzione del tetto ed installazione di una copertura, sia pure provvisoria, che ha eliminato le fonti di rischio alla base delle censure sollevate da comitati e associazioni.
Peraltro, «circa i rischi ambientali legati alle condizioni della struttura - ricordava lo scorso anno l'avvocato della proprietà - il consulente tecnico della procura aveva escluso la paventata pericolosità, e le uniche criticità apparivano ancorate alla conservazione dell'immobile per fenomeni diversi da quelli di cui si discuteva».
Il riferimento, in particolare, era alla precaria staticità del sostegno del tetto in legno a capriate, tuttora esistente, ma che adesso, quanto meno, sorregge una copertura più leggera.
Nel dettaglio, l'archiviazione è giunta sulla base della richiesta pervenuta al Gip già il 9 maggio 2018, a seguito dello scioglimento della riserva assunta nel corso della camera di consiglio del 16 maggio 2019, ed «esaminati gli atti del procedimento, considerando che la copertura in amianto, la cui esistenza aveva dato causa al procedimento, risulta rimossa in data 9 maggio 2019, come da documentazione depositata nei costo dell'ultima camera di consiglio».
