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Maturità 2019, a Trani è stata la tipologia B la più gettonata. Più Bartali che Dalla Chiesa, più Sciascia che Ungaretti

Scrivere di Gino Bartali senza neanche sapere chi fosse, ignorare il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa pur avendo ospitato tanti personaggi e realizzato spettacoli teatrali che parlano di lotta alla mafia e affermazione della legalità. Paradossi che sembrano in qualche modo emergere dalle scelte dei candidati alla maturità 2019, fra le proposte del tema di italiano andato in scena ieri.

A giudicare dagli orientamenti dei ragazzi intervistati dal cronista, la maggior parte di loro si è soffermata sulle tracce della tipologia B, relativa ad analisi e produzione di un testo argomentativo. A seguire, un buon gradimento delle due tracce della tipologia C, su riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Meno gettonate le proposte della tipologia A, relativa ad analisi ed interpretazione di un testo letterario italian.

I ragazzi hanno comunque, tutti, dato l'impressione di essere più che padroni della situazione ed in possesso di un bagaglio di conoscenze tali da svolgere il tema con piena padronanza e autorevolezza.

La traccia su Bartali, che proponeva una riflessione sul rapporto fra sport, storia e società, partendo da un articolo sul leggendario rivale di Fausto Coppi, è stata scelta da Nicola Baldassarre, del Liceo scientifico Valdemaro Vecchi. «Non conoscevo Bartali fino ad oggi - ammette -, ma, attraverso la sua storia, ho potuto richiamare il valore dello sport come veicolo di unione e fratellanza».

Allo stesso modo Arianna Casardi, del Liceo delle scienze umane Francesco De Sanctis, ha articolato un ragionamento intrecciato fra storia, società e sport anche grazie al fatto di averlo praticato, pur non avendo mai sentito parlare dell'epopea del grande Ginettaccio.

Claudia Bita, anche lei del Liceo delle scienze umane, ha scelto con convinzione l'analisi de «Il giorno della civetta», di Leonardo Sciascia, «per porre in risalto - spiega - il clima di omertà che regna in quella storia e nella società attuale e rappresenta un muro da rompere».

Tematiche molto vicini a quelle contenute all'interno della traccia che partiva da un testo di commemorazione del Generale Dalla Chiesa, che però i ragazzi hanno preso con le pinze, nonostante le attività scolastiche abbiano fornito loro numerosi elementi di conoscenza sul punto.

Le tracce più gettonate, dunque, sono state quelle della tipologia B e fra queste, in particolare il tema sull'illusione della conoscenza partendo dalle affermazioni di Steven Sloman e Philip Fernbach. Ne hanno parlato Noemi Tortosa e Filomeno Contento, del Liceo delle scienze umane, con quest'ultimo che ha richiamato anche un'interessante esperienza di alternanza scuola lavoro intorno ai luoghi della storia della città di Trani.

Ne ha trattato anche Antonio Bassi, del Liceo Vecchi, che è diventato un fiume in piena sull'argomento dopo avere pazientemente trascorso le prime due ore a leggere e rileggere attentamente le tracce, prima di compiere la scelta definitiva.

Particolarmente gradita anche traccia B1 ispirata, da «Istruzioni per l'uso del futuro» di Tomaso Montanari. A questa si è accostato Domenico Ventura, del Liceo classico De Sanctis, che ha posto al centro delle sue argomentazioni pregi e difetti della cosiddetta capitalizzazione della cultura. Le candidate Francesca Di Leo e Rebecca Giannella (Scienze umane), hanno invece posto in risalto i valori di ambiente e territorio.

Infine Chiara Pia Aurora, anche lei del Liceo delle scienze umane, ha contrapposto Montanari a Dostoevskij: «Dostoevskij dice che la bellezza salverà il mondo, Montanari che la bellezza non serve a nulla se noi, prima, non salviamo la bellezza. Così ho parlato un po' della concezione attuale che abbiamo del patrimonio culturale, in un'epoca in cui tutto è ambientato su internet e siamo abituati a vedere pezzi di storia totalmente decontestualizzati, perché l'arte va vissuta, e non solo guardata».


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