Il confronto con i comuni limitrofi resta ancora particolarmente imbarazzante. Tuttavia, in una città in cui ancora non è partita la raccolta differenziata porta a porta estesa a tutto il territorio comunale, avere chiuso il mese di maggio 2019 con una percentuale di rifiuti separati vicinissima al 27 per cento, con ben cinque punti percentuali in più rispetto al 22 per cento di maggio 2018, rappresenta per amministrazione comunale ed Amiu un segnale quanto meno di incoraggiamento.
Il trend continua ad essere in crescita, tenendo conto del fatto che, dopo l'inizio del servizio di raccolta differenziata porta a porta limitato alle sole utenze "food", in metà del territorio comunale, la percentuale è salita dal 21,71 per cento di febbraio al 26,94 per cento di maggio.
Il servizio è partito il 18 marzo e, dal 1mo aprile, è entrato in vigore l'orario estivo con la doppia raccolta giornaliera della frazione umida.
È quasi pleonastico sottolineare che Trani non aveva mai raggiunto nella sua storia una percentuale così alta di raccolta differenziata, pur continuando a non praticare il porta a porta cittadino per cittadino.
È anche vero, peraltro, che è cresciuta la quantità totale dei rifiuti solidi urbani prodotti dai tranesi, ormai vicinissimi ai 2.500.000 chilogrammi, per una media pro capite di 46 chilogrammi per cittadino.
Ciononostante, l'innalzamento della percentuale di raccolta differenziata e la media del 2019, adesso pari al 24,32 per cento, rappresentano forse il miglior viatico in vista dell'aggiudicazione della gara, già bandita, per la fornitura di automezzi e attrezzature per l'estensione del servizio a tutti gli utenti della città.

