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Sistema Trani, chiusa la prima udienza del processo: la prossima, il 19 settembre

È partito il processo «Sistema Trani», nato dal procedimento penale che determinò la conclusione anticipata dell'amministrazione del sindaco Luigi Riserbato, a cavallo tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, ed al quale fu poi unificato un successivo filone d'indagine, nel 2016.

Il dibattimento ha preso il via oggi con la prima udienza, presieduta da Giulia Pavese con, a latere, Paola Angela De Santis e Filomena Sara De Rosa: l'organismo, da tempo designato per questo processo, fino a qualche giorno fa era stato assegnato anche al processo per la tragedia ferroviaria fra Andria e Corato.

Il primo compito che il presidente dell'organismo giudicante si è posto è smaltire il più possibile il lungo elenco di testi che dovrà escutere: soltanto il pubblico ministero, Marcello Catalano, ne ha presentati 72 e tenendo conto del fatto che gli imputati sono 14, e calcolando mediamente due testi per imputato, si arriverebbe come minimo a quota 100.

Il giudice Pavese, pertanto, dal 19 settembre in poi conta di fissare udienze settimanali per smaltire nel più breve tempo possibile la mole di lavoro che attende il collegio.

Ma va anche detto che, nel frattempo, lo stesso collegio il 19 settembre dovrà esprimersi su una serie di eccezioni e contestazioni che alcuni difensori hanno posto nella seduta odierna.

In particolare, è stata chiesta la soppressione del capo d'accusa B, a carico di Giuseppe Di Marzio e Maurizio Musci, rispettivamente ex vicesindaco ed ex consigliere comunale, cui sono contestate la concussione continuata, a carico di due ditte ignote, e la tentata concussione di Musci a carico di Vincenzo Giachetti, legale della Vigilanza notturna tranese a quell'epoca, e che figura come imputato nel secondo filone dell'inchiesta ed oggi ha chiesto anche la costituzione parte civile proprio con riferimento a quel capo di accusa.

Per le difese, però, la concussione non avrebbe motivo di esistere poiché non sono indicati né nomi, né importi: dunque si sarebbe in presenza di un'anomalia per la quale si potrebbe anche procedere all'assoluzione predibattimentale, come previsto per legge.

Anche il legale dell'ex consigliere comunale Nicola Damascelli ha chiesto chiarimenti sulla consistenza del capo di accusa I, vale a dire il voto di scambio, poiché in nessun passaggio dell'inchiesta si fanno nomi di coloro che sarebbero stati beneficiati da quella pratica.

Il difensore del già citato Giachetti, inoltre, ha contestato l'assenza agli atti di documentazione che pure era stata, a suo tempo, sequestrata dall'organo di polizia giudiziaria presso la sede della Vigilanza notturna.

Con riferimento al secondo filone sono state sollevate eccezioni sulle possibili prescrizioni di alcuni capi di accusa a carico di Sergio De Feudis e Antonio Modugno, nonché su alcuni passaggi del decreto del Giudice dell'udienza preliminare che, sulla stessa falsariga dei motivi per cui il collegio del dibattimento era stato ricusato dal processo per lo scontro fra treni, avrebbe espresso giudizi anticipatori a carico di alcuni imputati, ritenendoli «indifendibili».

Qui l'esito dell'udienza preliminare dello scorso 28 marzo, fra rinvii a giudizio e assoluzioni.


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