Un operatore economico ha manifestato interesse a promuovere un progetto integrato di valorizzazione energetica del biogas prodotto della discarica per rifiuti solidi urbani sito in contrada Puro vecchio.
L'impianto è fermo da cinque anni, a causa della perdita di percolato da una porzione di parete del terzo lotto, per la quale pende anche un processo penale a carico di numerosi imputati per presunto disastro ambientale.
Nonostante la discarica non sia più in esercizio, la massa rifiuti ivi stoccata produce tuttora una gran quantità di biogas, che viene bruciato attraverso torce ma che la Regione Puglia e la legge stessa dispongono sia trattato con un adeguato impianto di captazione e valorizzazione energetica.
Per consentire a chiunque sia interessato di formulare analoga proposta, l'Amministratore unico di Amiu, Gaetano Nacci, ha diffuso sul sito internet dell'azienda le medesime risposte fornite all'operatore economico che si è proposto.
Ebbene, questi sono i dati più significativi: il volume annuo massimo stimato di produzione del gas è di 4 milioni di metri cubi; il quantitativo massimo giornaliero di produzione di gas è di 12.000 metri cubi; la portata oraria minima e massima del biogas è, rispettivamente di 100 e 500 metri cubi in relazione alla discarica e regolazione dell'aspirazione; la distanza dalla condotta di adduzione del gas è pari a circa 500 metri.
In un ulteriore documento vengono indicate analisi e caratteristiche del gas prodotto. In particolare, sono stati monitorati cinque pozzetti di captazione del biogas, i quali convogliano il biogas prodotto ad un collettore situato a monte della torcia statica, ed è stato effettuato un cosiddetto «bianco» esterno. La determinazione delle emissioni di biogas è stata effettuata nei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2018, ed eseguita sempre negli stessi siti mediante dispositivo portatile Geotech 5000.
«Eventuali proposte - fa sapere l'Amministratore unico di Amiu - saranno oggetto di valutazione dell'organo amministrativo della società, nel pieno rispetto di quanto previsto per legge».

