Per la resistenza in giudizio presso la Corte d'appello, con riferimento all'atto di citazione proposto dagli eredi Manzi contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Bari, in merito all'esproprio della loro cava per pubblica utilità, avvenuto a partire dall'ormai lontano 1990, il Comune di Trani ha impegnato 97.000 euro in favore dell'avvocato Riccardo Bonadies, di Trani, che già aveva difeso con successo l'ente proprio in occasione del giudizio di primo grado.
Lo ha determinato il dirigente dell'Area contenzioso, Angelo Lazzaro preliminarmente a fronte della impossibilità del responsabile dell'Ufficio legale e titolare di posizione organizzativa, Michele Capurso, di assumere l'incarico a fronte dell'attuale carico di lavoro estremamente gravoso, ma anche, e soprattutto, alla luce della complessità della specifica fattispecie.
L'avvocato Bonadies, al contrario, proprio perché ha già difeso il Comune nel giudizio di primo grado, «ha una perfetta conoscenza della problematica», si legge nel provvedimento, e peraltro, in occasione della prima causa, aveva ridotto le sue pretese economiche nei confronti del Comune.
Resta il fatto che, proprio in considerazione della vicenda, «si tratta di un caso di consequenzialità fra incarichi - sottolinea il dirigente - e pertanto ricorrono le condizioni legittimanti per l'affidamento diretto, non escluso dalle linee guida dell'Autorità nazionale anticorruzione».
La proposta dell'avvocato Bonadies, onnicomprensiva, è stata calcolata con riferimento ai minimi tariffari, in relazione ad un valore della causa ammontante a poco meno di 50 milioni di euro.
Secondo Palazzo di città, «l'avvocato Bonadies può assicurare piena conoscenza e padronanza necessarie per esperire, con immediatezza ed efficacia, la difesa dell'esito, sostanzialmente favorevole, ottenuto nel giudizio di primo grado».
