L'equipaggio del motopesca San Lorenzo, di Matteo Tedeschi, l'altra sera ha recuperato due tartarughe Caretta Caretta. Il San Lorenzo, insieme con Terylu, San Domenico Antonio, Maria Chiara Daiana e Poseidon, collabora da tempo con il Wwf per la tutela delle tartarughe marine.
Le due salvate in questa occasione mostravano lievi ferite, ma sono complessivamente in buone condizioni di salute e saranno in ogni caso esaminate ai raggi-x prima dell'eventuale rilascio in mare.
Di certo, sono sempre più numerose le tartarughe recuperate dalla marineria di Trani, che si sta distinguendo per sensibilità, insieme con quella di Bisceglie, nella tutela del rettile più longevo del pianeta, comparso più di 75 milioni di anni fa.
Basti pensare che, soltanto dall'inizio dell'anno sono circa 130 le tartarughe recuperate dai pescherecci e condotte al Centro recupero del Wwf di Molfetta, diretto da Pasquale Salvemini.
Grazie a questa proficua sinergia, una buona parte delle tartarughe è già tornata in mare dopo averle tutte sottoposte tutte ad un check-up completo presso il Dipartimento di Medicina veterinaria di Bari.
Le tartarughe sono animali onnivori che si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, pesci e meduse, ma nei loro stomaci viene oramai rinvenuto di tutto: dalle buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi di plastica, portachiavi ed altri oggetti di plastica pericolosi per gli esemplari (maschi e femmine) che nei mesi di giugno, luglio ed agosto si ritrovano per riprodursi al largo dei nostri litorali.
L'altro fenomeno comune è l'intrappolamento nelle reti dei pescatori che praticano la pesca a strascico ma in questo caso, quasi sempre, gli equipaggi sono attenti e vigili nel porli in sicurezza, per la parte di loro competenza, dal momento del richiamo della rete sul ponte alla consegna degli animali in porto al Wwf.

