L'appetito vien mangiando ed una strettoia tira l'altra. Così, dopo l'eliminazione in corso di quella di via Pozzo piano, nel tratto compreso fra via de Nicola e via Tolomeo, si punta alla soppressione anche di quella di via Duchessa d'Andria, nel tratto immediatamente seguente all'intersezione con via Monte d'Alba.
Nei giorni scorsi, a Palazzo di città, l'assessore ai lavori pubblici, Domenico Briguglio, aveva convocato un incontro con le parti interessate ad un'operazione che viene da molto lontano e, così come per via Pozzo piano, ha visto trascorrere decenni senza riuscire a sbloccare lo stallo.
ALIENAZIONI E PERMUTE
Partiamo dal piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, del quale la giunta ha adottato il nuovo schema in vista dell'approvazione del bilancio in consiglio.
Ebbene, anche sul nuovo provvedimento quella strettoia viene posta in stretta correlazione con il complesso immobiliare denominato capannoni Ruggia, situato in corso Imbriani.
Quest'ultimo ha un'estensione di circa 7000 metri quadrati e su quella porzione di suolo insistono due corpi di fabbrica, costruiti dall'amministrazione militare, in virtù di una convenzione siglata con il Comune di Trani il 2 settembre 1932. Dunque, il suolo è di proprietà comunale mentre i due fabbricati sono di proprietà dello Stato.
Dall'ormai lontanissimo 1984 è in itinere un procedimento di permuta, attivato dall'allora Intendenza di finanza ed oggi portato avanti dall'Agenzia del demanio di Bari, per la permuta dei due fabbricati con la proprietà del Comune di Trani dei terreni di località Schinosa che costituiscono il poligono di tiro dell'Esercito.
LE CARATTERISTICHE DEL POLIGONO
Il poligono si estende proprio fino a via Duchessa D'Andria ed è il motivo per cui la strada si restringe in quel tratto, anche a causa del dirimpettaio muro di cinta di una villa privata.
Il poligono è stato concesso dal Comune di Trani all'Amministrazione militare a seguito di una convenzione siglata il 9 settembre 1965. L'estensione del terreno oggetto di permuta con i fabbricati dei capannoni Ruggia risultati essere di 32.000 metri quadrati e ha un valore di mercato, stimato dall'Agenzia del demanio il 22 luglio 2010, di 312.000 euro.
La restante porzione di suolo, di circa 3.200 metri quadrati, resterà acquisita al patrimonio comunale in quanto destinata all'allargamento della sede stradale di via Duchessa d'Andria.
Sulla carta tutto sembrerebbe fin troppo facile: basterebbe attivare finalmente quella permuta non solo pr allargare la strada, ma anche costruire nell'area dei capannoni Ruggia, all'interno della quale il Piano urbanistico generale prevede la zona edificatoria.
LA CITTADINA, IL TAR E I COMMISSARI
Vi è però, dall'inizio del 2020, un altro fattore determinante dal quale la questione non potrà assolutamente prescindere.
Infatti il 20 febbraio 2020, presso la casa comunale, si è insediato il commissario ad acta architetto Vito D'Attoma, funzionario del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata, su delega conferita dal provveditore.
La sua figura entra in scena a seguito di una sentenza con cui il Tar Puglia, nel 2017, ha favorevolmente accolto il ricorso proposto dalla proprietaria della villa dirimpettaia al poligono di tiro.
La ricorrente, difesa dall'avvocato Giacomo Tarantini, aveva proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale, contro il Comune di Trani, per l'accertamento e la declaratoria di illegittimità del silenzio-inadempimento formatosi sull'atto di diffida notificato al Comune il 23 novembre 2016.
Con quella diffida la cittadina chiedeva all'ente di dare esecuzione alla delibera del commissario straordinario uscente del Comune, Maria Rita Iaculli, adottata il 28 maggio 2015 con i poteri del consiglio comunale.
L'ex sindaco pro tempore, con quel provvedimento, dichiarava l'ottemperanza del Comune di Trani ad una già precedente sentenza del Tar Puglia del 2014.
Ebbene lo stesso Tar, con ordinanza del 2018, ha nominato con facoltà di delega il Provveditore regionale alle opere pubbliche di Campania, Molise, Puglia e Basilicata quale commissario ad acta per l'esecuzione della sentenza del 2017, e questi ha quindi delegato l'architetto D'Attoma.
LE RICHIESTE DEL COMMISSARIO AD ACTA
Dopo la nomina e insediamento del commissario ad acta, il Comune di Trani non ha ancora provveduto all'adozione delle determinazioni finali in ordine alla originaria istanza presentata dalla ricorrente.
Per questo l'architetto D'Attoma ha chiesto al dirigente dell'Area finanziaria, Michelangelo Nigro, una relazione sulle disponibilità finanziarie del Comune per fare fronte alle adempienze economiche previste dalla sentenza di ottemperanza.
Inoltre, al dirigente dell'Area lavori pubblici Luigi Puzziferri, il commissario ha chiesto una relazione sullo stato di avanzamento delle procedure inerenti i programmati lavori di allargamento della strettoia.
Il commissario, per la presentazione delle relazioni, aveva dato un termine di 15 giorni dalla data del 20 febbraio: da lì a poco, però, sarebbe scoppiata l'emergenza sanitaria che ha determinato il differimento di tutti i termini amministrativi: adesso, approssimandosi la nuova scadenza, si parte davvero.





