Il festival internazionale di fotografia in Nuova Zelanda si tinge dei colori italiani e tranesi nello specifico. Infatti, tra duecento autori e oltre ventimila fotografie, sono stati selezionati i lavori della tranese Linda Pezzano.
La 28enne ha studiato al Centro Romano di fotografia e cinema a Roma, dove ha conseguito un master triennale e poi un master presso un’Accademia in divergent visions sempre nella capitale. Ora questo importante riconoscimento internazionale che premia una parte del suo progetto fotografico "Early Bird".
«Durante il lockdown - ci spiega Linda - ho lavorato a un progetto fotografico che raccontava il mio modo di cercare di restare al sicuro e di non lamentarmi pensando a quello che stesse succedendo fuori. Così Format Festival ha deciso di raccogliere delle foto per creare un archivio mondiale sulla pandemia. Tra le foto inviate, sono state selezionate alcune delle mie».
Il festival, che si tiene questo weekend, continuerà con una mostra permanente fino a settembre. «Sono molto contenta che le mie foto sono state inserite in un festival internazionale - commenta l’artista -. Questi risultati ti fanno pensare all’arte come “flusso”, come un qualcosa che non si ferma mai. Il Covid ha fermato una nazione intera ed è per questo che con l’archivio mondiale si raccolgono foto da tutto il mondo per descrivere e testimoniare il momento che abbiamo passato. Così ognuno ha raccontato cosa ha significato fermarsi e aspettare che le cose migliorassero».
«Il segreto - si legge nella sinossi del progetto di Linda Pezzano - è pensare, ogni volta, che c’è qualcuno che non ha quello che abbiamo noi. Che ciò che per noi è una sfortuna, per qualcun altro è ancora peggio. Che finchè avremo il cielo sopra la testa, saremo sempre liberi. Ho provato a pensare che la libertà, alla fine, è nella nostra testa. Ci sono uccelli che pur di abituarsi ai climi più freddi, cominciano a immagazzinare riserve di grasso e cambiano il loro piumaggio, per sopravvivere alle stagioni più rigide. E se quelli uccelli fossimo noi?»


