Nella messa vespertina di ieri, tenuta presso il piazzale del liceo De Sanctis, monsignor Domenico De Toma, vicario episcopale ed in questo caso parroco della Madonna del Pozzo, ha ricordato la figura di Antonio Franco, Tonino per tutti, che proprio ieri, nel giorno anche del suo onomastico, avrebbe compiuto 100 anni.
Fratello del non meno dimenticato monsignor Vincenzo Franco, la figura di Tonino Franco si ricorda soprattutto perché è stato un autentico pioniere di quello che ancora oggi si chiama Consiglio parrocchiale per gli affari economici.
Era il 1986 quando questo organismo nacque all'interno delle parrocchie e, in particolare, della Madonna del Pozzo con un giovanissimo don Mimmo, parroco da pochissimo, e la necessità di mettere a posto i conti e non solo della parrocchia.
«Sono felicissimo di ricordare una persona a me personalmente tanto cara - ha detto don Mimmo all'assemblea -. La comunità parrocchiale da sempre si avvale di tante pregevoli collaborazioni, a volte più visibili, altre più discrete. E questo è il caso del carissimo Tonino. Quando fui nominato parroco nel gennaio del 1986 dovetti costituire, perché questo lo prevedeva proprio una norma precisa della Chiesa italiana per tutte le parrocchie, il Consiglio parrocchiale per gli affari economici. Quello che formammo, oltre lui, annoverava persone non meno degne di menzione come il notaio Giuseppe di Gregorio, Nicola Di Perna (ragioniere per tanti anni del maglificio Servodio) e Mimì Farnelli, insegnante in pensione. Ebbene, in questo organismo, che ha dovuto un po' provvedere a tutto ciò che era la dimensione economica e delle risorse della parrocchia, Tonino è stata veramente la persona al mio fianco in maniera strettissima, una presenza preziosa, un amico caro, un consigliere saggio. Grazie a lui abbiamo affrontato le difficoltà egregiamente, perché aveva dalla sua una competenza ed esperienza derivanti dall'essere stato per tanti anni direttore della Banca di Andria».
Un bancario dalla grande umanità, e che don Mimmo ricorda «con grande gratitudine perché siamo state veramente due anime gemelle anche nell'avvio del centro Jobel, che Tonino avrebbe meritato di vedere completato per quanto aveva contribuito a costruirlo. La parrocchia non aveva spazi esterni per l'oratorio, e allora con Tonino cominciammo letteralmente a setacciare tutto l'agro di Trani per trovare il terreno da destinare ai giovani della parrocchia. Poi la provvidenza ci ha spalancato le porte perché la famiglia del carissimo Peppino de Camelis ci ha donato quel terreno sui cui abbiamo eretto il centro Jobel. La sua morte avvenne nel 2005 e Tonino ha potuto vedere solo la parte iniziale del centro, ma non gioire della realizzazione della casa di accoglienza, perché l'inaugurazione è avvenuta nel maggio 2006».
Una figura per certi versi sovrapponibile a quella del fratello, Vincenzo, per l'ostinazione nel cercare e trovare i risultati a tutti i costi, vedi l'ex chiesa di San Luigi, oggi sala di comunità. «Determinazione, certo - conferma don Mimmo -, ma li associava anche, e soprattutto, l'operatività. Tonino era una persona cui non facevi a tempo ad esprimere un pensiero, un intento, un orientamento che si metteva all'opera un minuto dopo. Sin da giovane Tonino è stato molto attivo nell'allora conferenza di San Vincenzo de' Paoli, che è stata una realtà benemerita nel campo caritativo, soprattutto nel dopoguerra, e si è sempre distinto per come aiutasse le persone in difficoltà. Questo spirito lo ha trasferito in parrocchia perché, quando c'erano situazioni di necessità di persone per le quali si rendeva necessario un impegno economico particolare, ed io lo facevo presente, Tonino mi rispondeva così: "Don Mimmo, se mi dici che questo è da fare davvero, lo facciamo"».
