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Trani sul mercato libero della luce con Amet energia? Ecco come si vuole riattivarla

Amet si prepara all'ingresso sul mercato libero dell'energia elettrica e, per farlo, vuole riattivare la sua società in liquidazione, Amet energia. Ad oggi, infatti, distribuisce corrente e la vende al mercato tutelato, ma non ha ancora una società di vendita al mercato libero, cui dovrà affacciarsi a breve.

Amet energia la stessa fu istituita il 17 ottobre 2002 ed è una società interamente partecipata da Amet, che a sua volta è interamente posseduta e partecipata dal Comune di Trani. Per tutto questo tempo è stata una scatola pressoché vuota, a parte l'annuncio di una joint venture con la foggiana Amgas blu, per la vendita congiunta di luce e gas che di fatto non sarebbe mai partita.

Lla giunta comunale ha recentemente approvato la presa d'atto del verbale del Comitato di coordinamento sul controllo analogo di Amet, redatto al termine della seduta dello scorso 25 maggio. Ed è proprio qui che si apprende che il Consiglio di amministrazione di Amet (presidente Francesco De Marinis, amministratore delegato Giuseppe Paolillo, consigliere Serena Cannone) sta valutando l'approvazione dei bilanci degli esercizi 2016, 2017, 2018 e 2019 di Amet energia, con conseguente revoca dello stato di liquidazione.

Secondo la relazione del presidente De Marinis, alla base di questa proposta «vi è la necessità di creare uno strumento giuridico che permetta ad Amet di operare sul mercato libero della vendita di energia». Pertanto, per consentire una valutazione sulle decisioni da adottare il presidente ha depositato una documentazione che ha costituito parte integrante e sostanziale sia del verbale, sia della delibera di giunta.

In particolare Amet ha affilato al dottore commercialista Michele Pasculli, che ha già ricoperto l'incarico di presidente del Collegio sindacale e anche di presidente facente funzioni di Amet, una consulenza che ha per oggetto le attività di liquidazione di Amet energia: obiettivo, «attestare e certificare la regolare tenuta delle scritture contabili e tutti gli adempimenti fiscali conseguenti, compresa la regolarità delle dichiarazioni presentate propedeutica all'approvazione dei bilanci».

Fra la documentazione presentata dal presidente del Cda, anche la nota interpretativa formulata da Utilitalia, che è la federazione delle imprese energetiche, idriche e ambientali, in merito alla procedura da adottare per la revoca dello stato di liquidazione ai sensi di legge.

Infine la relazione contenente l'analisi tecnico-economica per valutare le potenzialità economiche di un eventuale remissione «in bonis» di Amet energia, ora in fase di liquidazione, per operare sul mercato libero: in questo caso la relazione è a firma della società «Bros consulenza»,

In merito alla revoca dello stato di liquidazione, pur non entrando nel merito della scelta imprenditoriale illustrata dal presidente, il consulente ha evidenziato che «la normativa per questa tipologia di operazioni impone l'onere di motivazione analitica, supportata da un piano industriale che dimostri la convenienza economica e la legittimità della scelta. Tali elementi - aggiunge Pasculli - sono essenziali anche ai fini del successivo invio alla Sezione regionale di controllo della Corte dei conti ed alla Autorità garante della concorrenza».

Quanto al soggetto legittimato a revocare lo stato di liquidazione, vi è una differenza di vedute o interpretazioni della norma.

Il Cda di Amet ritiene che, sulla base della nota interpretativa di Utilitalia, «trattandosi di partecipazione indiretta, sarebbe ascritta in capo al Consiglio di amministrazione di Amet previo indirizzo da parte del socio pubblico (rappresentato dal sindaco, ndr), per cui non sarebbe necessario un deliberato da parte del consiglio comunale».

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