Uno dei settori che sta soffrendo maggiormente la crisi per il Coronavirus è sicuramente quello legato agli spettacoli viaggianti. Circhi e giostre sono fermi dall'inverno. Così abbiamo deciso di affrontare questa problematica con Melania Bellucci, la cui famiglia è attiva da generazioni in quel settore.
In Puglia si contano migliaia di famiglie in difficoltà che lavorano nel settore degli spettacoli viaggianti. I €600 predisposti dal Governo non sono sufficienti soprattutto perché molti di voi vivono nelle roulotte dove i costi sono sicuramente più elevati rispetto alle normali utenze domestiche
Le spese sono maggiori perché tutto il funzionamento delle roulotte è elettrico. A questo si aggiunge il fatto che da quando è stato dichiarato lo stato di emergenza, non abbiamo più potuto riprendere a girare per le città e quindi le famiglie che vivono nelle roulotte, non avendo uno spazio dove poter sostare con tutto il materiale, stanno sostando in terreni privati. Si trovano così a dover sostenere anche il pagamento della sosta.
Al momento non sappiamo né quando né come potrete riprendere a lavorare. Lamentate un'assenza di prospettive?
Il problema non è l'assenza di una regolamentazione perché purtroppo quello che è accaduto non poteva essere previsto da nessuno. Inoltre, il nostro settore fortunatamente è regolamentato da varie associazioni. Quello che ci spaventa di più è proprio l'assenza di prospettive: il nostro è un lavoro totalmente diverso da quello degli altri, siamo girovaghi dalla nascita e quindi in questa situazione come potremmo pensare di spostarci? Dunque, è impensabile poter tornare a lavorare: la nostra ripresa sarà veramente dura e lenta perchè, a differenza di altre attività, noi non possiamo aprire una saracinesca e ricominciare perché purtroppo, per lo stato delle cose, ad oggi non possiamo garantire una totale sicurezza al nostro pubblico. Non è gestibile un'affluenza di persone come quella che avviene nei una park in occasione ad esempio delle feste patronali.
Alla ripresa sicuramente dovrete rispettare, come tutti, gli obblighi di sicurezza. Avete già in mente come gestire gli afflussi?
Questo per noi è il problema principale. In un momento come questo non possiamo avanzare delle proposte perchè siamo in una situazione del tutto nuova. Chi si occupa della nostra categoria sta cercando di elaborare delle linee guida da seguire.
Qual è l'appello che vi sentite di fare alle autorità?
Il nostro appello va al di là di quella che potrebbe essere una semplice richiesta economica. Ovviamente come tutti vorremmo un concreto aiuto economico per far fronte alle spese che abbiamo e per poter condurre una vita dignitosa. Noi siamo fermi da ottobre 2019, aspettavamo la primavera per poter riprendere a lavorare. Il nostro appello è che le amministrazioni comunali volgano uno sguardo al futuro facendo rispettare lle eggi che regolamentano il settore iniziando, ad esempio, dalla realizzazione in ogni paese di aree attrezzate. Così, non appena la situazione si sbloccherà, possiamo ricominciare a lavorare seppur lentamente partendo con delle buone basi. Ci auguriamo che tutto torni alla normalità e che la gente torni a divertirsi senza paura.
Marika Scoccimarro
