«Da consumarsi preferibilmente entro il xx/xx/xxxx»? Ebbene, un alimento che abbia superato questa data non è scaduto ed è perfettamente commestibile.
Tutti noi conosciamo benissimo quella dicitura, perché la troviamo stampata sulla confezione di una vastissima gamma di prodotti alimentari refrigerati, congelati, essiccati (pasta e riso), in scatola o altri alimenti quali olio, cioccolata, pasta, riso, eccetera.
Bene, quella data è il «Termine minimo di conservazione »(Tmc), cioè la data entro cui un prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche e può essere venduto.
E che succede quando un prodotto alimentare raggiunge o supera quella data? È nocivo per la salute? Può essere venduto? Può essere consumato? Deve essere buttato?
Con questo contributo risponderemo a queste domande, sfatando alcune credenze e chiedendovi fin da ora di condividerlo al fine di farlo conoscere a quante più persone possibile.
Gli alimenti che abbiano raggiunto o superato il Tmc sono perfettamente commestibili, se le condizioni di conservazione specificate nelle istruzioni sono state rispettate e la confezione è integra: lo stabilisce la legge 166/16, declinata in Puglia con la legge regionale n. 13/17.
Questi prodotti potranno avere perso qualche proprietà organolettica e per questo motivo, essendo venuto meno il loro valore commerciale, non potranno essere venduti. Ciononostante non sono dannosi per la salute dei consumatori e, soprattutto, possono essere donati a chi ne ha bisogno.
E dopo quanto tempo dopo il superamento del Tmc possono essere consumati? Per rispondere a questa domanda è sufficiente soccorre il Manuale di buone prassi operative, realizzato dalla fondazione Banco alimentare onlus e Caritas italiana, per le organizzazioni che si occupano di recupero e distribuzione delle eccedenze, nell’ambito della filiera dell’aiuto alimentare. Il Manuale è stato validato dal Ministero della salute a dicembre 2015, in conformità al Regolamento europeo.
Nel manuale è contenuta la tabella allegata come immagine, in cui gli alimenti con il Tmc superato sono suddivisi in 16 categorie di prodotti, indicando per ciascuna l’intervallo di consumo consigliato ed alcune raccomandazioni. Il manuale è scaricabile da questo link: https://drive.google.com/file/d/1iApv_qBwG6-25QGuodXwrPbuC_kM6pv0/view?usp=sharing
Ben diversa è la data di scadenza, che sostituisce il termine minimo di conservazione nel caso di alimenti rapidamente deperibili dal punto di vista microbiologico (uova, pesce, carne tritata e latte fresco) ed è stampata sulle confezioni dei prodotti dopo la dicitura “da consumarsi entro il”. Gli alimenti che hanno superato la data di scadenza sono considerati a rischio e non possono essere né venduti, né donati, né consumati.
Questo articolo rientra in una campagna di informazione avviata dagli Ambulatori popolari di Barletta e Canosa, Legambiente Trani, Anima terrae e Il colore degli anni: obiettivo, recuperare le eccedenze alimentari ed evitarne lo spreco, incentivandone le donazioni a favore di tutte le organizzazioni che si occupano della loro redistribuzione in favore delle persone più deboli della comunità.
Altri ne seguiranno, nella speranza che possano essere utili allo scopo, nessuno resti indietro e nulla rimanga come prima.
Il presidente dell'Ambulatorio popolare di Barletta, Cosimo Damiano Matteucci
Il presidente dell'Ambulatorio popolare di Canosa, Nunzia Sorrenti
Il presidente di Legambiente Trani, Pierluigi Colangelo
Il presidente de Il colore degli anni, Angela Dicuonzo
Il presidente di Anima terrae, Vincenzo di Cugno
