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Messa in sicurezza della discarica di Trani, aggiudicati i lavori ad un'Ati di Andria per oltre 5 milioni: da ultimarsi in 240 giorni

C'è voluto un anno e mezzo dalla emanazione della gara d'appalto, avvenuta il 15 maggio 2019, per conoscere finalmente l'impresa esecutrice dei lavori di messa in sicurezza in emergenza dei lotti 1, 2 e 3 della discarica per rifiuti solidi urbani di Trani, sita in contrada Puro vecchio.

Da quel giorno sono servite ben 13 sedute di gara per arrivare a definire, fra le 12 ditte partecipanti, l'operatore che dovrà realizzare i lavori: si tratta dell'Associazione temporanea di imprese formata dalle ditte di Andria Gecos e Sintergy, che si sono aggiudicate la gara con un punteggio complessivo di 93,017 centesimi e offrendo un ribasso del 5,5 per cento su importo a base d'asta di 5.043.924,99 euro (oltre Iva), e dunque per un importo netto di 4.779.153,85 euro, che diventano 5.257.000 con l'aggiunta dell'Iva al 10 per cento. I lavori dovranno essere eseguiti per 240 giorni naturali e consecutivi, a decorrere dalla firma del contratto

Gli altri operatori che hanno partecipato alla gara, quasi tutti costituti in associazioni o raggruppamenti temporanei d’impresa, sono i seguenti: Edil Moter; Semataf-Lm impianti; Geo impianti-Eeurocogen-Elettra; Cantieri costruzioni cemento-Geoambiente-De Giorgi global service; Cericola-Compact; Fratelli Gentile Francesco e Raffaele-Penta System; Cetola-Eredi Paci Gerardo; Consorzio Integra società cooperativa; Teorema-Elettrotecnica di Carone Leonardo e Sblano Nicola-Leo impianti; Cisa-Armando Muccio-N&G-Guastamacchia; Consorzio Stabile Infratech-Trani scavi.

A presiedere la commissione di gara l'architetto Donato Lamacchia, in servizio presso il Settore ambiente del Comune di Barletta con il ruolo di dirigente tecnico. Gli altri componenti sono stati i dirigenti dell’Ufficio tecnico, Francesco Gianferrini e Luigi Puzziferri.

I lavori consisteranno nei seguenti sei passaggi: completamento della chiusura provvisoria di primo e secondo lotto; copertura provvisoria del terzo lotto; realizzazione delle opere di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche di dilavamento delle coperture del corpo rifiuti (tra le quali vasche di raccolta al fondo cava, sistemi di pompaggio, vasca di trattamento, vasca di dispersione); potenziamento del sistema di estrazione del biogas (realizzazione di tre nuovi pozzi, integrazione della rete esistente, installazione di centrale di combustione fissa, installazione di un sistema di analisi del biogas); potenziamento del sistema di estrazione e raccolta del percolato (attrezzamento dei nuovi pozzi realizzati, realizzazione di un sistema di estrazione automatico, realizzazione di reti di coinvolgimento del percolato, realizzazione di silos di stoccaggio del percolato); installazione di un nuovo impianto elettrico, adeguato alle richieste energetiche dei nuovi dispositivi.

Il progetto esecutivo è dello studio Romanazzi-Boscia e associati, di Bari, e porta la firma dei professionisti Eligio Romanazzi, Giovanni Boscia, Sebanino Giotta, Fabio Paccapelo, Federico Cangialosi, Gianluca Intini, Vito Specchio, Vincenzo Catalucci.

Come è noto, il 3 settembre 2014 l’Ufficio inquinamento e grandi impianti del Servizio rischio industriale della Regione Puglia sospendeva l’attività di conferimento di rifiuti nella discarica di Trani, per un periodo di 30 giorni e comunque per il tempo necessario alla soluzione delle  difformità riscontrate.

Fra gli interventi principali realizzati, il Piano di caratterizzazione, finanziato anch'esso dalla Regione Puglia con importo a base di gara di poco meno di 300mila euro, e la copertura dei lotti 1 e 2. Prima di essi, peraltro, l'ordinanza sindacale di chiusura definitiva del sito.

Secondo quanto si legge nella relazione dei progettisti, «il pacchetto di chiusura definitiva proposto avrà caratteristiche tali da: minimizzare l’infiltrazione delle acque meteoriche nel corpo della discarica; consentire il corretto esercizio dei sistemi di raccolta del percolato; evitare la fuoriuscita incontrollata di biogas; adattarsi ai cedimenti nel tempo dell’ammasso dei rifiuti; favorire la piantumazione e la sistemazione a verde dell’area».


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