«Quelli che si strappano le vesti oggi dov'erano quando fu approvato il Piano urbanistico generale?». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, sfogandosi dopo le numerose reazioni relative all'estirpazione di 240 ulivi da un terreno privato lungo via Barletta.
Proprio il piano urbanistico generale fece sì che quel terreno, come tanti altri, da agricolo fosse trasformato in industriale. E così la coltivazione di quegli alberi venne meno e la loro eliminazione è diventata inevitabile a causa dei progetti del privato conformi alla destinazione urbanistica del suolo.
«Il piano regolatore vigente - spiega Bottaro - ha trasformato una marea di aree agricole in agricole speciali o industriali, e così dal giorno dopo si è automaticamente autorizzato chiunque all'espianto di alberi per cementificare. Adesso sembriamo tutti cadere dalle nuvole per quanto accaduto in via Barletta, mentre la verità è che ilo sottoscritto è un sindaco sfigato che arriva dopo Pug del genere e non può fare nulla per impedire quanto accaduto, anche in forza di un'autorizzazione regionale a sua volta arrivata per gli stessi motivi».
Ciononostante, Bottaro conferma che «il privato si è reso disponibile ad una forma di compensazione ambientale garantendo la piantumazione di altrettanti alberi in luoghi diversi da quello, anche se non saranno proprio quegli ulivi, ormai del tutto ammalorati».
Quanto all'appello di Legambiente in direzione dell'istituzione di un regolamento comunale che preveda in automatico tali forme di compensazione, «sicuramente ci stiamo lavorando - conferma Bottaro -, ma il problema a monte è proprio la pianificazione urbanistica: se non cambiamo quella non potrà mai esservi alcun obbligo del privato sul reimpianto degli alberi. Per questo motivo abbiamo già dato incarico al tecnico incaricato dell'adeguamento del Pug al Piano territoriale regionale di fare un ragionamento diverso sulle tante aree agricole trasformate in suoli edificatori. Anche perché, lasciatemelo dire, tutto questo rappresenta una iattura anche per i proprietari, che improvvisamente si sono trovati a dover pagare un'Imu quintuplicata a fronte di un ritorno economico che non c'è e non ci sarà, visto che questo è un Piano regolatore sovradimensionato rispetto ai reali fabbisogni della città. Credo sia il momento di tornare indietro - conclude il sindaco - nei limiti di quello che deve essere uno sviluppo della città realmente compatibile e sostenibile».
