Aspetto con grande serenità il giudizio di questa udienza preliminare e, se dovessi essere rinviato a giudizio, ancora di più un processo nel quale si potrà, con più tempo a disposizione ed ascoltando tutte le argomentazioni difensive, ristabilire la verità dei fatti».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani dell'udienza preliminare del procedimento «Chiavi della città», che lo vede imputato insieme con ex dirigenti sportivi, amministratori in carica e uscenti, funzionari comunali ad altri soggetti, all'esito di un'indagine che punta a dimostrare Intrecci penalmente rilevanti fra calcio e politica.
Come già riferito ieri dalla Gazzetta, nell'udienza di venerdì scorso hanno parlato i difensori degli imputati ed in quella del prossimo 12 febbraio ci sarà spazio per le repliche del pubblico ministero: dopo quelle il Gup del Tribunale di Trani, Ivan Barlafante, valuterà se rinviare a giudizio o meno gli imputati del procedimento.
«Sono tranquillo, sereno e molto fiducioso - riafferma Bottaro -, perché ho sempre creduto nella giustizia e, anche qualora fossi rinviato a giudizio, non la prenderò assolutamente come una condanna anche perché non lo è. Si tratterà soltanto un una fase procedimentale ed è del tutto evidente che, nell'ambito di un un'istruzione più ampia, emergerà assolutamente la mia totale estraneità ai fatti contestati».
E così Bottaro prende più che mai le distanze dai presunti affari baresi di Cosmo Antonio Giancaspro, figura centrale di questa inchiesta se non altro in proporzione alla lunga misura cautelare cui è stato sottoposto all'esito delle indagini: «Nelle vicende baresi Trani non c'entra - sottolinea il primo cittadino -. Purtroppo ci siamo entrati per delle intercettazioni che non mi riguardano, ma questo è un po' il prezzo che si deve pagare quando si assumono cariche pubbliche».
Quanto alla mancata costituzione parte civile del Comune di Trani, «credo sia stato solo un fatto tecnico - chiarisce Bottaro - Io ho rimesso gli atti, come mi imponeva di fare anzi la Carta di Pisa, a disposizione del segretario generale è dell'intera giunta. Mi è parso di comprendere che la giunta abbia una carenza di legittimazione, ma a processo concluso potrà certamente, in caso di condanna, intraprendere un'azione civile per il danno che avrei causato all'ente».
Ma è proprio sull'entità del presunto danno erariale che il primo cittadino manifesta la sua sicurezza: «Oggi la gestione provvisoria dello stadio viene data ad un costo di poco superiore a quello dei fatti che mi vengono contestati - ricorda Bottaro -, che poi è un costo notevolmente inferiore rispetto al passato. E qui devo dare dei numeri perché è importante: in passato il costo della gestione della gestione dello stadio ha sfiorato i 120.000 euro, per poi scendere a 80.000, e poi a 60.000. Nel caso di specie abbiamo affidato pulizia, custodia e manutenzione del prato per 40.000 euro. L'impegno di spesa non è della parte politica, ovviamente, ma me ne assumo la paternità politica perché sono sempre stato orgoglioso dei nostri risparmi di spesa. Che questo non sia stato un danno all'ente, ma al contrario un vantaggio, lo dimostreremo in ogni sede».
