Potrebbe esserci anche un albergo sul Gargano tra gli immobili che il Comune di Trani aggredirebbe e di cui entrebbe in possesso a scomputo degli oneri non versati, o parzialmente versati, dai costruttori del contratto di quartiere Sant'Angelo.
Infatti il dirigente dell'Area legale e contenzioso, Angelo Lazzaro, ha conferito al notaio Francesco Saverio Perchinunno l'incarico di certificazione, ai sensi di legge, per la vendita degli immobili pignorati delle società debitrici.
La consulenza deriva da una serie di precedenti attività, svolte dagli avvocati Emilio Toma e Pietro Lovero, per la formulazione di atti di precetto e conseguente, eventuale procedura di esecuzione forzata nei confronti di tre distinte società.
«A seguito della conclusione di quelle attività - si legge nel provvedimento - è emersa la necessità di avviare la procedura di vendita degli immobili pignorati e, pertanto, si rende necessario acquisire le relative certificazioni ai sensi dell'articolo 567 del codice di procedura civile, rilasciate da un notaio».
Secondo quanto filtra da Palazzo di città, si starebbe puntando in particolare su immobili di valore di proprietà di una della società, che aveva realizzato stabili nel quartiere Sant'Angelo lasciando però il comune con ingenti crediti che ancora non è stato possibile esigere.
Recentemente proprio quella società aveva venduto ad un altro operatore economico un albergo fra Vieste e Peschici, ma tale operazione è subito balzata all'evidenza e ha messo in moto, da parte del Comune di Trani, un'azione revocatoria affidata all'avvocato Lovero per bloccare la vendita di quel bene, ritenendola strumentale ad eludere la legittima aggressione da parte dell'ente.
Nel settimo capitolo della nota integrativa allegata al bilancio di previsione 2020-2022, nell'attesa della redazione del nuovo, erano stati inquadrati i crediti vantati dall'ente per quanto riguarda le imprese convenzionate nel programma edificatorio del contratto di quartiere Sant'Angelo: atto di precetto per poco più di 2 milioni dall'impresa Costruzioni edili Sas, di Giambattista Scaringi; atto di precetto per 1.200.000 euro nei confronti delle società Manna e Comercoop, debitori in solido; credito da azionare nei confronti della ditta Gramc (oggi confluita in Brick) per 405.000 euro, anche in questo caso assistito da ipoteca volontaria.
Graziano e Gramc, infatti, dopo l'edificazione del loro ultimo stabile avevano indicato sette immobili da sottoporre ad ipoteca volontaria, di cui quattro locali commerciali, al piano terra, e tre box auto al piano interrato. Il valore commerciale dei primi, rideterminato al ribasso dall'Ufficio tecnico, è di 1.900 euro per metro quadrato, dei secondi 1.000 euro per metro quadrato. Il valore complessivo degli immobili fu fissato in 908.200 euro, importo definito «congruamente superiore al credito garantito».
