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Un dipendente del Comune di Trani «salverà» l'Archivio di Stato. Ma l'ente era moroso da trent'anni

A partire da ottobre 2021 un dipendente del Comune di Trani sarà assegnato alla sezione locale dell'Archivio di Stato, scongiurandone la chiusura. È quanto hanno concordato Palazzo di Città e la Direzione dell'Archivio di Stato di Bari, all'esito dell'incontro tenutosi lo scorso 17 marzo 2021 nella casa comunale.

Per la civica amministrazione c'erano l'assessore alla cultura, Francesca Zitoli, ed il segretario generale, Angelo Lazzaro, per l'ente statale il direttore, Michele Grimaldi. Erano presenti anche Matteo Scagliarini, per il Coordinamento regionale cultura della Cgil, ed segretario della Camera del lavoro di Trani, Vito De Mario.

Obiettivo dell'incontro, trovare una soluzione per la delicata situazione di piazza Sacra regia udienza, la cui carenza di personale, per effetto di plurimi collocamenti a riposo, la pone nella condizione di non assicurare più i servizi di apertura ed assistenza agli utenti.

Già da tempo il Comune di Trani si era impegnato ad offrire un supporto, ma oggi tale disponibilità è diventata, paradossalmente, un obbligo. Infatti, analizzando più compiutamente il rapporto fra gli enti negli ultimi decenni, si è scoperto che Palazzo di città, per oltre trent'anni, non ha pagato all'Archivio di Stato il deposito di propria documentazione custodita in quella sede: la disponibilità di un'unità lavorativa dipendente del Comune di Trani, pertanto, da una parte sanerebbe tale problema, dall'altra salverebbe l'Archivio di Stato da una possibile chiusura.

Nell'incontro si è parlato anche della possibilità di ricorrere ad ipotesi di lavoro flessibile, come progetti di pubblica utilità o tirocini in convenzione con l'Università di Bari, ma il distacco funzionale di un dipendente comunale rappresenta certamente la soluzione più immediata e concretamente realizzabile, soprattutto perché l'interpello interno si è già svolto ed un dipendente ha manifestato interesse a trasferirsi all'Archivio di Stato.

La sezione di Archivio di Stato di Trani conserva una preziosa documentazione giudiziaria a partire dal XVI secolo, costituita dalle Carte amministrative e giudiziarie della Sacra regia udienza provinciale di Terra di Bari, nonché gli archivi degli uffici giudiziari preunitari e postunitari, gli atti notarili a partire dal XV secolo e tutti gli altri archivi delle amministrazioni statali ed enti pubblici pervenuti, rispettivamente per regolare versamento o per deposito.

Il cospicuo materiale, costituito da circa 67.000 pezzi archivistici, è conservato in oltre 7 chilometri e mezzo di scaffalatura, di cui una parte compattata.

«Purtroppo, però, ormai da alcuni anni la sezione di Trani, dipendente dall’Archivio di Stato di Bari, presenta una progressiva e significativa riduzione del personale - si legge nella delibera con cui la giunta comunale prende atto dell'esito dell'incontro -, rendendo sempre più difficile garantire i servizi ai cittadini ed anche la stessa apertura degli uffici. Tale criticità è stata più volte posta all’attenzione dell’amministrazione comunale per ogni possibile forma di sinergia che possa scongiurare la definitiva chiusura della storica istituzione, un irrinunciabile presidio di cultura, con intuibili ricadute in termini di prestigio cittadino, oltre che di impoverimento dell’offerta di servizi culturali».

Ma poi c'è il problema della morosità. Infatti, «presso la citata sezione di Trani, sin dal 1990 - si legge nel provvedimento -, risulta depositata una parte dell’archivio storico comunale, sulla base di un decreto del Ministro per i beni culturali, assunto in forza di un Decreto del presidente della Repubblica del 1963, ma per oltre trent'anni il Comune non ha mai sostenuto alcun onere, né rimborsato spesa alcuna».

Peraltro, il vigente Codice dei beni culturali e del paesaggio precisa che «le spese di conservazione e custodia specificamente riferite ai beni depositati sono a carico degli enti depositanti».

Più volte la Direzione degli Archivi di Stato di Bari ha chiesto la revoca del deposito del materiale dell’archivio storico comunale, cui il Comune di Trani non ha dato corso per la mancanza di spazi adeguati ad ospitare la copiosa documentazione.

Ecco allora che la proposta di collaborazione e cooperazione tra istituzioni pubbliche, nell’ambito della quale «gli impegni assunti dal Comune di Trani uniscono, al doveroso concorso nelle spese di conservazione e custodia di una parte del proprio archivio storico, l’impegno per il mantenimento sul territorio di una prestigiosa istituzione culturale».


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