Dopo i preliminari, il consiglio comunale di oggi si è aperto con la discussione del primo punto all’ordine del giorno riguardante la mozione “Stop tampon tax”, ovvero l’imposta sui prodotti igienici femminili essenziali.
La richiesta della prima firmataria, Federica Cuna, è quella di verificare la possibilità di sensibilizzare le farmacie e i punti vendita della città ad applicare prezzi contenuti e promozionali sui prodotti intimi femminili, di sollecitare il Governo a ridurre l’aliquota (attualmente al 22%) e richiedere alla regione Puglia di prevedere un piano di agevolazioni economiche per le fasce più deboli della popolazione.
Prevedendo un utilizzo medio di 4 assorbenti al giorno, si ottiene un consumo medio di 10mila assorbenti nell’arco della vita ed una spesa di circa 2mila euro solo per acquistare questi. In Italia i prodotti sanitari per il ciclo mestruale, nonostante costituiscano un bene primario, sono sottoposti all’Iva del 22%, ovvero l’aliquota massima contemplata dal sistema fiscale italiano.
Diversi Paesi hanno affrontato il tema muovendosi verso la riduzione o la rimozione della Tampon tax (in Irlanda, ad esempio, non viene applicata l’Iva o in Inghilterra è pari al 5%). Al momento in Italia sono 250mila i cittadini hanno firmato appelli per ridurre l’Iva.
Il consiglio comunale ha approvato la mozione.
