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Aree verdi in città, Branà: «Devono essere realizzate prima degli edifici»

In attesa del “Grande Parco Urbano” previsto nell’ex area Angelini, in un’area che era stata destinata a verde parco già nel vecchio PRG, ma con estensione ben più estesa di quella attuale, oggi sottoposta a vincolo archeologico a seguito di dichiarazione di interesse culturale dell’area da parte della Soprintendenza, ci poniamo alcune domande:

come e da chi è stato progettato il “Grande Parco Urbano”?

La vicinanza con il Castello Svevo impone a nostro parere un’attenta progettazione da parte di un Architetto Paesaggista, non ce ne sono molti in Italia, con specializzazione e referenze.

Non si può pensare che il “Grande Parco Urbano” possa invece diventare un “Grande Prato con qualche siepe e quattro alberelli”. Il parco deve portare ossigeno, riforestare, deve essere rispettoso dell’importante area storica e non deve semplicemente prendere atto dell’esistenza di un vincolo.

Ciò che ci preoccupa fortemente è però la fase della gestione. Come è stata pensata?

Abbiamo visto tutti cosa è accaduto al parco delle Tufare e all’ex pinetina di via Andria. Alberi e verde già morti prima ancora dell’inaugurazione.

Per non parlare poi dei giardini storici Bini e Telesio, oggi in stato di degrado, con alberi trascurati, non integrati con altro verde a ripristino di quello preesistente oggi perduto, perché secco o abbattuto.

Non vogliamo vedere un parco pieno di cartacce e residui di pasti, come accade quotidianamente nel giardino Bini, con scarsi passaggi degli operatori AMIU e mancanza di sicurezza per i cittadini. Anche qui nessun incremento del verde, che ben potrebbe compiersi con l’ausilio di documentazione fotografica del passato, affinché l’integrazione e sostituzione avvenga in maniera appropriata e rispettosa della storia del sito.

Né vogliamo vedere un parco come quello con pista ciclabile previsto in via Falcone, area ceduta al Comune per urbanizzazioni secondarie, con aggiudicazione della gara e cartello di cantiere, ma senza data di inizio dei lavori (l’UTC controlla?), mentre gli edifici previsti dal PUE ormai da anni sono stati completati e alienati dalla ditta, ma nessun lavoro è stato ancora avviato per la realizzazione del parco con pista ciclabile.

Le aree verdi devono essere realizzate prima degli edifici e la gestione affidata alle imprese edili finché l’ultimo edificio non sia stato completato e questo deve essere espressamente previsto negli atti di convenzione urbanistica sottoscritti da Comune e imprese.

Attenta progettazione, corretta gestione e costante controllo, sono alla base della buona riuscita di un programma di incremento delle aree verdi e di cura di quello esistente.

Vito Branà, consigliere comunale M5stelle


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