“La mia prima volta” di Daniele Marrone. Ho conosciuto Daniele una domenica pomeriggio alla libreria “Luna di Sabbia” di Trani, presentava il suo libro: un giovane uomo semplice e gentile, circondato da amici che oltre a parlare desiderava suonare qualche sua canzone alla chitarra: scrittore emergente e anche cantautore.
Alcuni personaggi, i protagonisti, del suo libro li ha conosciuti personalmente, altri li ha contattati sui Social: il libro è in sostanza un esperimento editoriale coraggioso, farsi raccontare da perfetti sconosciuti la storia della loro prima esperienza sessuale. Tredici prime volte, tredici voci discrete e niente affatto scurrili, assolutamente educate.
Un argomento, il sesso, che ha molti proseliti tant’è che esiste una pagina Facebook che documenta senza censura le esperienze più imbarazzanti, conosciutissima e seguitissima. Un libro però è altra cosa, poter toccare e sentire l’odore della carta stampata è impagabile. Soprattutto ogni frase di un libro è paragonabile a uno sguardo tra due persone che ancora non si conoscono.
La prefazione è speciale, parla di quell’energia che ha il potere di conquistare l’universo, la meraviglia. Un uomo saggio ha detto che se un uomo decide di morire non è perché ha rinunciato alle meraviglie ma perché non sa più cosa farsene della meraviglia.
Ecco, nessuno di noi può scherzare con il coraggio, la gentilezza e la meraviglia. Non sarà un capolavoro, non è perfetto, tuttavia si sente il cuore di chi l’ha scritto. Meravigliamoci. Chi compra un libro non salva il mondo ma solo se stesso dalla prigione dell’ignoranza da cui pochi riescono a evadere con le proprie forze.
E non esiste un modo più veloce di conquistare nuove amicizie che leggere, condividere libri e magari amarli. Pietro Citati ha scritto che «se vogliamo conoscere il senso dell’esistenza dobbiamo aprire un libro: là in fondo, nell’angolo più oscuro del capitolo, c’è una frase scritta apposta per noi».
Damiano Landriccia
